I democentristi interrogano il Governo: "Diversi i nominativi di candidati alla naturalizzazione la cui origine risulta “non accertata"

BELLINZONA - Le naturalizzazioni tornano al centro della polemica politica. Il Gruppo parlamentare dell'UDC torna alla carica e interroga il Consiglio di Stato.
Nell'atto parlamentare, prima firmataria la deputata Lara Filippini, i democentristi sottolineano che "nelle scorse sedute di Gran Consiglio, in particolare quella del mese di ottobre 2012, abbiamo notato con forte disappunto che nel rapporto della Commissione delle petizioni erano presenti diversi nominativi di candidati alla naturalizzazione la cui origine risultava “non accertata” ".
"Per chi come noi - si legge ancora nel testo dell'interrogazione - crede che il nostro passaporto abbia ancora un valore, riteniamo che sia inammissibile che arrivino certi dossier, incompleti, all’attenzione della Commissione delle petizioni del Gran Consiglio; riteniamo poi altrettanto inammissibile che i membri di tale commissione, che è l’ultima istanza preposta al controllo di tali dossier, li abbiano avallati senza porsi alcun problema".
1. Il controllo e le verifiche a livello comunale sono in questo caso venute meno? In caso di risposta affermativa, vi chiediamo di volerci riferire se allora l’iter che ha fatto seguito alla commissione debba essere rivisto.
2. Considerato che questa fattispecie si potrebbe ripetere nel tempo chiediamo inoltre se non sia necessario ridefinire i compiti delle rispettive istituzioni, ovvero organi preposti alle naturalizzazioni a livello comunale e commissione delle petizioni a livello cantonale.
3. In caso di evidente mancanza nel controllo a livello comunale e cantonale quali sarebbero i costi generati dall’annullamento di una procedura di naturalizzazione?
4. Su chi ricade la responsabilità dell’errore di valutazione? Vi sono sanzioni in merito?