Il deputato promotore della proposta: "Caro Guido, capisco i prezzi dei vini nei tuoi locali ma non 6 franchi per una bottiglia d'acqua gasata con la macchina Beghelli"

LUGANO - Dopo aver letto su liberatv le dichiarazioni dell'esercente luganese Guido Sassi sulla polemica della "caraffa d'acqua gratuita" nei ristoranti, il deputato Angelo Paparelli, promotore della discussa proposta, contestata da Gastro Ticino, si è messo al computer e gli ha risposto per le rime. Così.
"L’amico Guido Sassi sa quanto io lo stimi e sa pure che la mia non è un presa di posizione recente che nasconde un malcelato interesse, ma è da almeno una quarantina di anni che apprezzo la sua serietà e la sua professionalità, in verità quale prolungamento della mia personale stima per il padre Aristo. E allora ecco che senza nessun rancore, senza nessun astio, mi permetto di rispondere alle sue legittime esternazioni, che io non approvo, lanciate in rete con LiberaTV. Ma a che titolo parla l’amico Sassi quando dice : “Via quella norma sull’acqua gratis, e la ristorazione passi dal Dipartimento delle Istituzioni al Dipartimento Economia e Finanze “?.
Al momento, a me pare che Gastro Ticino, in lizza nelle ultime elezioni cantonali con due autorevoli candidati, non sia poi riuscita a farli eleggere. E ciò malgrado, secondo un suo dirigente, il settore della ristorazione darebbe da vivere ad almeno trentamila famiglie i cui componenti certo non sono tutti cittadini elettori, altrimenti sarebbe stato un gioco da ragazzi imporsi. Peccato, peccato davvero, la prossima sarà certamente la volta buona.
Ma il buon Guido va oltre : “Siamo diventati grandi e non abbiamo più bisogno che qualcuno ci porti per mano. Le leggi sono state fatte e noi le abbiamo rispettate“, e proprio qui casca l’asino. È proprio il fatto che la legge non viene rispettata affatto a indurre il sottoscritto, unicamente per evitare i continui abusi che si consumano su tutto il territorio, a proporre al Parlamento una iniziativa che obblighi il gestore, nel caso l’avventore chieda di consumare uno dei due pasti principali, di servire senza il bisogno che venga fatta richiesta, dell’acqua naturale potabile (evidentemente dal rubinetto) a titolo gratuito. Nulla osta, nel caso di non gradimento, di proporre acque minerali in commercio a prezzi onesti e meglio a prezzi ragionevoli. Si abbia almeno il coraggio di riconoscere che non sempre è il caso. Ci è capitato di pagare Fr. 6.- per mezzo litro di acqua da rubinetto gasata in proprio dal ristoratore con apposita macchina “Beghelli”.
Carissimo Guido, se posso capire i fin troppo rispettabili prezzi dei vini serviti a bicchieri in Piazza della Riforma, posso capire conoscendo la tematica degli affitti in loco e non solo di quelli, altrettanto non posso dire per esercizi periferici che fatturano acqua a prezzi decisamente fuori di testa.
Concludo questo mio breve dire ricordando a chi mi legge che la mia proposta articolata è stata accettata all’unanimità dal Gran consiglio e scusate se è poco.
Ti ricordo, caro Guido, che nei tuoi rispettabili esercizi io ho sempre e solo consumato “bitter Campari ben serviti” e ottimi vini bianchi preferibilmente svizzeri Doc.
Vediamo di non….annegare in un bicchiere d’acqua. “Un bicchiere d’acqua non si nega a nessuno.” Del resto fu il Duce a fissare questa nobile regola ora in disuso nella vicina penisola. Anche li, come del resto in quasi tutta l’Europa e in buona parte del mondo, le caraffe d’acqua potabile vengono offerte agli avventori che intendono consumare un pasto principale".