POLITICA E POTERE
La naturalizzazione, Stojanovic, la Lega e il "giallo" del gestaccio
Durante il dibattito in Gran Consiglio scontro tra i leghisti e il deputato socialista. L'accusa: ha fatto un gestaccio. La replica: non è assolutamente vero

BELLINZONA - Premessa per i non addetti ai lavori: certi pomeriggi in Gran Consiglio sono mosci e pesanti come la pasta stracotta. I così detti pomeriggi di "scarico" quando il Parlamento affronta un serie di temi "minori", di quelli, diciamo, che non cambiano il senso della storia politica del Paese. Tra questi temi, però, capita qualche volta che ce ne sia uno di quelli che scalda gli animi. Temi che vanno a solleticare i capisaldi ideologici di questo o quel partito. Ed è in questi casi che nascono quelle classiche "micropolemiche" da pomeriggio parlamentare che pesano nulla ma fanno tanto chiacchiere. D'altra parte, uomini e donne, siamo un popolo di Sore Lelle, no?

Il dibattito

Oggi è stato uno dei quei pomeriggi. E la "micropolenmica" è nata, secondo copione, all'interno di un dibattito su quei temi che scaldano: le naturalizzazioni. In breve: il Gran Consiglio ha bocciato, con 47 voti contro 25 (e 7 astenuti) la richiesta di naturalizzazione di un candidato incappato in un’infrazione delle norme della circolazione. Viaggiava a 75 Km/h in zona urbana sui 50 Km/: condanna a 10 aliquote giornaliere (sospese) nel casellario giudiziale . Il Dipartimento delle istituzioni e la Commissione avevano invitato il candidato a sospendere il tutto in attesa che fosse estinata e cancellata dal casellario l'infrazione. Ma lui ha deciso di proseguire l'iter chiedendo il voto del parlamento che gli ha detto no. 

L'accusa

Il deputato del PS Nenad Stojanovic, avvelendosi della facoltà della dichiarazione di voto, si è recato al pulpito per fare il suo intervento. Due minuti di tempo. Ecco, è in questi due minuti che succede qualcosa. Il Mattinonline (per leggere l'articolo clicca qui) riporta la notizia di un gestaccio di Stojanovic all'indirizzo del gruppo della Lega. Leggiamo: "Abbandonando il pulpito una volta terminata la propria dichiarazione di voto, contraria a negare la naturalizzazione del bosniaco condannato per violazioni alle norme stradale, ha rivolto dei gestacci inequivocabili e offensivi nella direzione del gruppo leghista. Il capogruppo della Lega dei Ticinesi Attilio Bignasca ha chiesto di conseguenza parola, con toni molto più educati: “Stojanovic lasciando il pulpito ha fatto un gesto che avrebbe potuto evitare. Ne discuteremo al prossimo ufficio presidenziale!”.

La versione di Stojanovic

Fin qui quanto riportato dal Mattinonline. Telefoniamo a Nenad Stojanovic per raccogliere la sua versione dei fatti: "Mentre stavo terminando la mia dichiarazione di voto, senza aver sforato i due minuti previsti, dai banchi della Lega hanno cominciato a rumoreggiare. Ho quindi guardato negli occhi Daniele Caverzasio, che insieme ad Attilio Bignasca ed altri cercava di zittirmi, e ho fatto, quasi impercettibilmente, il classico gesto che si fa per dire "calmatevi e fatemi finire". Dunque, assolutamente, nessun gestaccio. Non è da me avere certi comportamenti, nonostante le provocazione. Quella del Mattinonline è dunque una strumentalizzazione e un'offesa nei miei confronti perché riporta dei fatti diversi da quanto accaduto in realtà. Sono stati piuttosto alcuni componenti del gruppo della Lega ad essere stati maleducati nel non lasciarmi terminare l'intervento, non rispettando dunque il diritto di un deputato di poter fare una dichiarazione di voto".

La versione di Caverzasio

Non resta che sentire Daniele Caverzasio "guardato negli occhi" mentre Stojanovic ha fatto il gesto al centro del giallo. Il deputato della Lega getta acqua sul fuoco e, sostanzialmente, conferma la versione di Stojanovic: "Parlare di gestaccio è un po' una forzatura. Non ha mandato a quel paese nessuno, tanto per essere chiari, anche perché altrimenti non sarebbe finita così pacificamente. Noi stavamo rumoreggiando perché, a nostro avviso, quella di Stojanovic non era una dichiarazione di voto, che, secondo il regolamento, deve essere personale, mentre lui, al termine, ha invitato tutti a sostenere la sua tesi. E quindi, in quel momento, ha avuto un gesto che definirei di stizza. Diciamo che ha perso un po' le staffe, si è sentito toccato nel vivo, perché stavamo dibattendo di un tema su cui lui è particolarmente sensibile. È chiaro che i socialisti vorrebbero le naturalizzazioni fatte d'ufficio, noi invece abbiamo tutta un'altra idea e oggi lo abbiamo ancora una volta dimostrato con i fatti". 

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