Lunedì e martedì il Municipio affronterà la questione finanziaria. Il sindaco: "Situazione molto delicata, ma cercheremo di evitare una politica di lacrime e sangue". GUARDA LA VIDEO INTERVISTA

LUGANO – Ridendo e scherzando, negli anni in cui ha ricoperto il ruolo di direttrice del LAC (Lugano Arte e Cultura), Lidia Carrion è costata alla Città circa 750’000 franchi, se non di più. Giuliano Bignasca e il Mattino avevano duramente criticato negli anni scorsi la nomina di Lidia Carrion alla direzione del LAC, in particolare per quello stipendio da oltre 200'000 franchi all’anno.
Ora, non senza qualche resistenza, il Municipio di Lugano ha deciso di rinunciare alla signora Carrion. Una scelta frutto anche della recente fusione tra LAC e DAC (Dicastero Attività Culturali) che ora si trovano sotto un unico cappello chiamato Area della Cultura e dell’Istruzione. Ma c’è anche l’emergenza finanziaria: la “grandeur” luganese è finita perchè negli ultimi anni la spesa è andata fuori controllo rispetto a un consistente calo delle entrate.
Il sindaco Marco Borradori (guarda la video intervista) spiega i motivi che hanno portato alla rottura del rapporto con Lidia Carrion e sulle finanze dice: “Un eventuale aumento del moltiplicatore sarà l’ultima ratio, ma non lo escludiamo. Per me non è un tabù”.
Lunedì e martedì il Municipio affronterà i temi finanziari e le ricette per superare la crisi in una clausura a Palazzo civico. Sul tavolo, il documento di analisi stilato dal capodicastero finanze Michele Foletti, nel quale, tra le possibili misure, figura anche l'aumento del moltiplicatore.
E pensare che proprio sulla stabilità della leva fiscale si era giocata buona parte della campagna elettorale della Lega e dello stesso sindaco uscente Giorgio Giudici, che si era allineato sulla posizione oltranzista di Giuliano Bignasca: il moltiplicatore non si tocca.
emmebi