Il presidente dei giovani liberali radicali ci scrive: "Gli enti pubblici devono essere delle vere e proprie case di vetro"

BELLINZONA - Il presidente dei giovani liberali radicali Giovanni Poloni ci invia un articolo sul tema dei mandati da parte degli enti pubblici. Poloni prende spunto dalla commessa ricevuta da Liberatv per i filmati per la polizia cantonale e dal dibattito che ne è seguito, allargando a tutto campo la riflessione.
di Giovanni Poloni*
Il dibattito è stato (ri)lanciato. Un ente pubblico ha come obiettivo il servire il cittadino attraverso l’uso razionale delle imposte che ogni anno pagano -con fatica- le famiglie e le imprese. Obiettivo del politico e del buon amministratore comunale è di utilizzare i fondi pubblici con la massima trasparenza. Internet abilita nuove forme di collaborazione tra istituzioni e cittadini che consentono di mobilitare l’intelligenza collettiva delle comunità civiche e incanalarla verso obiettivi comuni. Ciò, a sua volta, da un lato accresce di molto la capacità di governo delle amministrazioni in una società sempre più complessa e dall’altro conferisce nuova freschezza alla partecipazione democratica, rigenerandola.
Una carenza informativa produce arretratezza, malessere sociale, antipolitica, con interrogazioni e interpellanze che spesso (a torto o a ragione) mettono in cattiva luce l'operato di tutti noi e dell'amministrazione. Gli stessi ingredienti che se ben miscelati creano la macchina del fango. Informazione libera e aperta, soprattutto per i giornalisti, spesso confrontati con dei veri e propri muri di gomma.
A mia opinione, per liberare l'ente pubblico dai conflitti d'interesse è necessario liberalizzare l’informazione sfruttando i servizi on-line, nel limite del quadro legislativo in vigore, rendendo disponibile on-line in formato elettronico e aperto tutte le informazioni inerenti mandati (sia diretti che a concorso), prestazioni e servizi. Mi chiedo perché nel 2013, con il trasferimento dati mobile arrivato alla quarta generazione sui moderni smartphone, il cittadino (e il politico) possano verificare i mandati assegnati solo una volta all'anno e per un periodo limitato di 15 giorni, oppure solo in formato carteceo. Mi rendo conto dell'arretratezza in materia quando chiedo un saldo a preconsuntivo (e relative fatture saldate) di un'opera in via di realizzazione a livello Comunale: in un caso specifico non era disponibile e bisognava consultarsi con più uffici, un documento unico riassuntivo non esisteva e si aspettavano ancora delle fatture. Un cantiere pubblico è patrimonio di tutti, pagato dai contribuenti e dunque tutti hanno il sacrosanto diritto di sapere chi ha ricevuto i mandati. Anche in corso d'opera. E chi parla di una tutela della privacy per le imprese, parla in malafede. La legge sulla trasparenza entrata in vigore a gennaio 2013 parla chiaro. Inoltre, le imprese che partecipano ai concorsi pubblici dovrebbero essere fiere di aver ottenuto un appalto e di poter vantare una referenza prestigiosa qual è l'ente pubblico.
Il contenimento della spesa di gestione corrente parte anche da qui, coinvolgendo i cittadini e le imprese: gli enti pubblici mostrano con chiarezza, centesimo per centesimo, dove si mettono i soldi. I politici, nel frattempo, si assumono la responsabilità delle loro scelte. Scelte che devono sempre fondarsi sulla base del merito: assegno un lavoro per la mia comunità a chi sa fare qualcosa, non a chi conosce qualcuno.
Concludendo, con una maggiore trasparenza e un miglior dialogo sarà possibile coinvolgere il cittadino, visto oggi come un semplice consumatore di servizi, in un vero attore protagonista della vita politica ad ogni livello. E non solo durante le votazioni.
*presidente GLRT e Capogruppo PLR Mendrisio