Lo scrittore ribadisce la sua disponibilità ad affiancare Ghisletta al timone del Partito luganese: "Il mio nome non è stato indicato dalla Commissione, ma chi dice che i vice non possono essere tre?"

LUGANO – I giochi non sono ancora fatti e lui, lo scrittore Sergio Roic, intende restare in gioco. In palio, c’è il ruolo di vicepresidente del Partito socialista di Lugano. Nessuno discute la candidatura di Raoul Ghisletta alla guida della più importante sezione del cantone. Nemmeno Roic si sogna di farlo, nonostante inizialmente si fosse fatto anche il suo nome per la presidenza. “Dopo le comunali – dice - ero uscito il mio nome, sostenuto da alcune personalità del PS. Poi ci sono stati dei contatti con la ‘Commissione cerca’, che alla fine ha deciso di convergere su Ghisletta. A questo punto ho mantenuto e mantengo la mia candidatura alla vicepresidenza”.
Ma il nome di Roic non figura nel triunvirato indicato dalla Commissione per guidare il Partito a Lugano: accanto a Ghisletta vengono proposti Dario Petrini e Carlo Zoppi.
Roic, che è apertamente sostenuto dall’area più a sinistra del PS Luganese – in particolare da Alberto Leggeri e Aurelio Sargenti – osserva due cose: “Intanto non sono assolutamente deluso per le scelte operate dalla Commissione, in quanto i criteri per la scelta dei vicepresidenti erano chiari: puntare su un giovane e su un militante che rappresentasse i comuni aggregati. E credo che i profili dei due prescelti vadano in queste direzioni. Ma dico anche un’altra cosa: visto che ancora non sono stati votati i nuovi statuti del Partito, i vicepresidenti potrebbero essere tre, esattamente come accade a livello cantonale”.
In ogni caso, se l’assemblea, convocata per il 7 novembre, dovesse confermare una guida a tre del Partito (il presidente e i due vice), Roic intente mantenere la sua candidatura. Forte, appunto, del sostegno dell’area più a sinistra del PS. “Area – dice – nella quale mi riconosco a livello comunale e cantonale. Credo che anche nella sezione di Lugano sia opportuno avere un militante profilato su queste posizioni. Lo dico senza alcuna intenzione polemica, sia chiaro. È solo una questione di rappresentanza politica in seno al Partito, in modo da dare voce e presenza a tutte le varie sensibilità. Continuerò comunque a impegnarmi nel PS qualsiasi sia l’esito delle decisioni assembleari”.
Come continuerò, conclude, a seguire da vicino l'esperienza del "Forum" lanciato recentemente da Franco Cavalli, Enrico Borelli e Giancarlo Nava, esperienza che ritengo innovativa e nella quale mi riconosco.
Dalla sua, Roic, ha pure la carta della multiculturalità, come sottolineano anche i suoi sostenitori. Soprattutto dopo la decisione di Nenad Stoianovic di lasciare, almeno temporaneamente, la politica ticinese.
emmebi