POLITICA E POTERE
Il Grütli riapre ai raduni politici. Ma solo a chiare condizioni
La Confederazione e la Società svizzera di utilità pubblica che amministra il terreno, hanno trovato un accordo: in futuro i partiti potranno organizzare manifestazioni sul mitico praticello

SEELISBERG - Allentamento in vista del divieto di manifestare sul Grütli: la Confederazione e la Società svizzera di utilità pubblica (SSUP) che amministra il terreno, hanno trovato un accordo in questo senso. In futuro i partiti potranno organizzare manifestazioni sul mitico praticello, a chiare condizioni. La notizia, pubblicata oggi dal "Blick", è stata confermata all'ATS dal portavoce della SSUP Martin Hofer.

Hofer non ha voluto fornire maggiori dettagli sull'accordo, affermando che il dossier è attualmente in mano alla Confederazione. In ogni caso il nuovo regolamento dovrà essere approvato dal Consiglio federale. Il portavoce si è limitato a precisare che il Grütli non dovrà tuttavia diventare un luogo unicamente destinato ai raduni politici.
Il Grütli passò alla Confederazione nel 1860 tramite un atto di donazione che lo qualifica come "bene nazionale inalienabile" e con la condizione che la sua amministrazione venisse affidata alla SSUP, la quale è sottoposta alla vigilanza del Consiglio federale.

Dalla fine della Seconda guerra mondiale la SSUP ha tuttavia proibito eventi di carattere politico, non senza buone ragioni, visti gli incidenti succedutisi negli ultimi anni: basti ricordare i disordini provocati da estremisti di destra in occasione della celebrazione del Primo di agosto.
Il culmine fu raggiunto nel 2007, quando in occasione della Festa nazionale un'esplosione aveva rovinato la cerimonia presieduta dell'allora presidente della Confederazione Micheline Calmy-Rey, per fortuna senza provocare feriti.

Due anni fa, invece, 70 quadri dell'Unione democratica di centro si riunirono sul Grütli senza l'autorizzazione della SSUP. Il 23 giugno 2011, il PPD della Svizzera centrale intendeva pure organizzare sul mitico praticello un incontro di tutte le sue sezioni cantonali. A questa richiesta, la Società svizzera di utilità pubblica aveva però risposto che sul Grütli non potevano tenersi senza permesso manifestazioni con più di 50 persone, impedendo de facto il raduno.

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