L'alto funzionario dopo la comunicazione della separazione consensuale: "Amarezza solo per quello che è stato detto su di me. Le cose si sono svolte correttamente"

BELLINZONA - “Lascio l’Amministrazione cantonale senza rancore e dopo una discussione approfondita anche con il nuovo direttore del Dipartimento Claudio Zali. Ci si lascia d’amore e d’accordo”. Così Vinicio Malfanti, 58 anni, alla Regione. Il funzionario del Dipartimento del territorio coinvolto nel caso del postribolo Lumino’s, che ha portato in carcere Luigi Girardi, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai quotidiani. Ha detto che l’abbandono dell’inchiesta amministrativa non è stata una condizione per arrivare alla separazione consensuale comunicata ieri dal Governo, ricordando che l’inchiesta l’aveva sollecitata lui stesso a metà ottobre “per dimostrare che le cose si sono svolte correttamente. Al Lumino’s abbiamo sempre detto di no”.
“Sulla decisione come tale non c'è amarezza – ha detto al Corriere del Ticino -, caso mai su quello che è successo prima. E da due mesi sono oggetto di bombardamenti su quello che ho fatto o non ho fatto”. Nessun rancore nemmeno nei confronti del Governo e del ministro Zali. “È chiaro che la vicenda non faceva bene a nessuno, ma non è venuta a mancare la fiducia. Giustamente con un cambio di un consigliere cambiano anche i modi di lavorare, è più che comprensibile”.
E anche al Corriere ha ribadito che “Al Lumino's è sempre stato detto di no e questo l'inchiesta lo ha dimostrato. Il Dipartimento del territorio non ha mai cambiato idea al riguardo e siccome ho sempre firmato io i permessi negativi, la mia preoccupazione era di dimostrare che noi abbiamo sempre respinto le richieste del Lumino's. Questo ormai fa parte del passato, ma mi spiace che qualcuno abbia detto che avevo cambiato preavviso quando non è assolutamente vero”.