"Mi preoccupa che si perda tempo a discutere sulla modalità di contenere il disavanzo, senza che nessuno abbia dimostrato la reale volontà di contenere la spesa, che è sempre cresciuta"

LUGANO - Il presidente del Gran Consiglio, il deputato del PLR Alessandro Del Bufalo, cannoneggia il progetto di legge sul freno ai disavanzi. Lo fa in un'intervista concessa oggi al Corriere del Ticino. Il preventivo 2014 del Cantone, com'è noto, è stato rimandato a gennaio dal Parlamento, proprio a causa del disaccordo sul contenimento dei deficit. Il gruppo PLR ha infatti deciso di presentare, contrariamente ai precedenti accordi, un loro rapporto parlamentare sullo strumento di controllo finanziario, che include il moltiplicatore cantonale. Per il PLR va messo nella Costituzione, mentre PPD e Lega vogliono semplicemente una modifica di legge.
Alla domanda "come vede in prospettiva, una reale volontà di PLR, Lega e PPD di portare a casa il pacchetto completo (preventivo, freno e road map), Del Bufano risponde:
"Non penso siamo in tattica pre-elettorale e lo spero per il bene del Paese. Il rinvio del preventivo è un fatto più unico che raro. Abbiamo sempre fatto salti mortali per trovare un accordo e non mettere in difficoltà tutte quelle associazioni che dipendono dalla sua approvazione per ricevere la partecipazione finanziaria da parte dello Stato. È una questione di responsabilità, quindi sono rimasto sorpreso e deluso da questo rinvio".
Ma è lo stesso suo gruppo parlamentare che ha approvato il rinvio, gli fa notare il giornalista. E il presidente del Parlamento a questo punto tira fuori il cannone:
"È il gioco delle parti, non sono stati in grado di trovare un accordo. Ma quello che a me preoccupa maggiormente è che si perda tempo a discutere sulla modalità di contenere il disavanzo, senza che nessuno abbia dimostrato la reale volontà di contenere la spesa, che è sempre e solamente cresciuta. Il freno ai disavanzi non va confuso con una riduzione della spesa: non è altro che uno strumento che permette al Parlamento di aumentare le imposte. Il fatto che si dica che tanto non aumenteranno perché vincolato a una maggioranza dei 2/3 dei deputati significa che i tre partiti stanno discutendo intorno ad una misura che loro stessi ammettono che non verrà mai attuata. Personalmente la ritengo una presa in giro".