POLITICA E POTERE
I Verdi di Lugano: "Basta sperperare soldi. Stacchiamo la spina all'aeroporto!"
"Oggi tale struttura non ha più senso di esistere e solo una conversione del territorio in spazio pubblico vivibile e naturale potrà riportare pace e attrattività turistica a un’intera regione"

LUGANO - "Non passa giorno che le orecchie dei ticinesi, e in particolar modo quelle degli abitanti del Luganese, debbano ascoltare notizie poco confortanti relative all’aeroporto di Lugano-Agno". Inizia così una nota stampa con la quale oggi, mercoledì 19 febbraio, la sezione luganese dei Verdi chiede di "staccare la spina all'aeroporto".

Scrivono i Verdi: "Compagnie fantasma che, con la scusa di rilanciare lo scalo, sperperano soldi pubblici; società che abbandonano lo scalo perché ormai poco attrattivo e, non da ultimo, furbi imprenditori che fiutando l’affare vogliono capitalizzare investimenti privati con soldi pubblici. In questo quadro generale, a dir poco preoccupante, si inserisce uno scalo che a livello operativo serve a poco o nulla, tutt’oggi in concorrenza con lo scalo milanese di Malpensa e che nel prossimo futuro, molto più vicino di quanto sembra, sarà perdente anche in rapporto al trasporto su rotaia di Alptransit, soprattutto sulla tratta Lugano-Zurigo".

"Da ultimo, la ciliegina sulla torta: le finanze disastrose della città di Lugano, che normalmente e regolarmente copre importanti perdite d’esercizio, ma che in futuro non avrà sicuramente più la forza di garantire tale supporto. Che fare allora? Alcune persone, tra cui qualche milionario illustre ticinese, definiscono l’aeroporto un tassello fondamentale per lo sviluppo del Luganese, altri arrivano al punto di definire l’aereo un trasporto pubblico e come tale giustificare gli importanti di sussidi che la città di Lugano, ma non solo lei, hanno da anni versato. I Verdi del Luganese hanno le idee in chiaro su cosa fare: stacchiamo la spina all’aeroporto!“.

Oggi tale struttura non ha più senso di esistere, conclude la nota stampa, soprattutto in quel luogo, e solo una conversione del territorio in spazio pubblico vivibile e naturale, e già collegato in maniera ottimale con la città, potrà riportare pace e attrattività turistica a un’intera regione. "È auspicabile che Lugano e i comuni di tutto il comprensorio intavolino una discussione per attivare concretamente questa riconversione, senza aspettare gli ulteriori degradi economici, sociali e ambientali che l’aeroporto oggi porta".

red

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