I Verdi in un comunicato esprimono tutte le proprie perplessità in riferimento alla nuova pianificazione ospedaliera presentata dal DSS e dal Ministro Beltraminelli. “Priorità alla qualità delle cure e alla valorizzazione delle sinergie” chiedono i Verdi

BELLINZONA – Un progetto che finora sta raccogliendo non poche critiche. Stiamo parlando della nuova pianificazione ospedaliera, presentata dal direttore del DSS Paolo Beltraminelli. Dopo le tante critiche sulla strategia che riguarda le cliniche delle valli, che verrebbero trasformate in istituti di cura senza più i trattamenti acuti e urgenti, in particolare a Faido e ad Acquarossa (leggi articolo correlato), è ora il turno dei Verdi che, pur non esprimendo un giudizio definitivo, esprimono diverse preoccupazioni in merito al nuovo progetto con un comunicato stampa firmato dalla deputata Michela Delcò Petralli. Ma vediamo meglio cosa preoccupa gli ecologisti.
Troppe concessioni ai privati
“I Verdi – si legge nel comunicato – sono consapevoli del fatto che la pianificazione ospedaliera non può prescindere dall’esistente organizzazione sanitaria ticinese, dove il 40% degli istituti di cura è in mano a privati. Essa non può però nemmeno premiare le cliniche private a scapito dell’ente pubblico, ignorando le differenze fondamentali esistenti tra pubblico e privato. I recenti accordi tra Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) con la Clinica Sant’Anna, a Lugano, e la Clinica Santa Chiara, a Locarno, sembrano voler forzare la mano al legislativo cantonale, cosa che i Verdi condannano. “
Secondo i Verdi infatti questi accordi non devono favorire la concorrenza del settore privato rispetto a quello pubblico e lo Stato deve investire prima di tutto nel settore pubblico, per garantire una cura ottimale dei pazienti, sia in termini di personale sia di qualità del servizio. “Ai Verdi non sembra inoltre sensato separare l’ostetricia dalla neonatologia e dalla pediatria.”
Un’offerta di qualità a favore di tutti
“I Verdi – continua il comunicato – comprendono le preoccupazioni espresse dai rappresentanti delle regioni discoste in merito alle trasformazioni riservate ai reparti acuti di medicina interna di Faido e di Acquarossa, e si riservano di valutare attentamente il progetto di pianificazione in punto a questo cambiamento. E’ sicuro che il partito dei Verdi si batterà per mantenere i rispettivi Pronto soccorso (che si occupano di cinquemila pazienti l’anno).”
Il partito crede tuttavia che uno degli scopi fondamentali della pianificazione ospedaliera è quello di concentrare le casistiche e accorpare le competenze, e questo per poter garantire la sicurezza dei pazienti. “Occorre quindi trovare un buon equilibrio tra queste esigenze. Inoltre non va dimenticato che in Ticino mancano posti di degenza nel post e sub-acuto, che andrebbero ad appannaggio di Faido e Acquarossa.”
I medici e il personale di cura
I Verdi ritengono che i medici e il personale di cura debbano essere maggiormente coinvolti nella pianificazione. “Per il momento il loro coinvolgimento, soprattutto nel settore pubblico, ci sembra insufficiente.”
No a maggior costi per i comuni
“I Verdi – si legge sempre nella nota – sono preoccupati per il ribaltamento dei costi dal Cantone ai Comuni.”
Migliorare le sinergie
“I Verdi – conclude il comunicato – ritengono importante che la pianificazione ospedaliera proceda di pari passo con un miglior coordinamento dei servizi regionali di ambulanza e con i Servizi di aiuto domiciliare, soprattutto per l’organizzazione tempestiva delle dimissioni dei pazienti che richiedono cure a domicilio. Il progetto di pianificazione ospedaliera non sembra tenerne debitamente conto.”
red