POLITICA E POTERE
Assemblea dei cacciatori, Regazzi: “Solo uno screzio, ma le nostre rivendicazioni rimangono sul tavolo e andranno discusse”
Il presidente della Federazione ticinese dei cacciatori: “Il ministro Zali ha mostrato il suo disappunto in modo anomalo. Mi ha sorpreso. Ma rimango convinto che la possibilità di un dialogo con il direttore e i vertici del Territorio ci sia”

LOCARNO – Possono dirsi già spente le scintille divampate qualche ora fa durante l’assemblea dei cacciatori fra il presidente della Federazione ticinese Fabio Regazzi e il ministro Claudio Zali (vedi allegati). “Si è trattato di un semplice screzio”, commenta infatti Regazzi a Liberatv, “Le nostre rivendicazioni però rimangono sul tavolo, ma resto convinto che, nonostante la discussione di oggi, la possibilità di un dialogo e una collaborazione con il direttore e i vertici del Territorio ci siano, perciò non gli darei troppo peso”.

Regazzi insomma smorza i toni di quanto accaduto questa mattina ad Aurigeno: “Entra nelle logiche del confronto che stavamo avendo. Quando si parla di caccia è inevitabile che lo si faccia anche con una certa passionalità e quindi anche con toni un po’ più coloriti. Al ministro Zali non sono piaciuti alcuni contenuti dell’intervista che ho rilasciato al Corriere del Ticino e alcuni passaggi della mia relazione, ma non è niente di grave o che possa compromettere il confronto futuro”.

Disappunto che Zali ha mostrato in modo “un po’ anomalo”, come lo ha descritto Regazzi, decidendo di abbandonare l’assemblea e la discussione in corso: “Certo, ne sono rimasto sorpreso, perché non è usuale che un consigliere di stato reagisca così. Dal canto mio sono una persona che si esprime in modo franco e chiaro, e senza tanti giri di parole si è più esposti a suscitare determinate reazioni. Questo ci può stare, non mi aspettavo però una reazione così, che ho trovato un filo esagerata. Ecco tutto. Ma Zali ha ritenuto le mie parole inadeguate e inappropriate e perciò vedremo sicuramente di chiarirci”.

Ma non ora: “No, adesso è ancora il momento di lasciar calmare le acque. Siamo tutti un po’ sotto pressione e quindi ci sta ogni tanto di perder le staffe. Ma placati gli animi, ci rimetteremo al tavolo e torneremo al lavoro trovando soluzioni alle problematiche che come Federazione cacciatori abbiamo segnalato. Di questo sono convinto e perciò non vedo nessun problema per la discussione futura fra le due parti”.

Chiarito che si è trattato di uno screzio di poca importanza, rimane da capire quale ne è stata l’origine. “Come Federazione cacciatori, e non ne abbiamo mai fatto mistero, abbiamo sempre segnalato di avere un problema di dialogo con l’Ufficio caccia e pesca: a ogni nostra proposta è come scontrarsi contro un muro di gomma. Per noi la collaborazione è assolutamente insufficiente, mentre crediamo di poter dare un contributo maggiore nella ricerca di soluzioni alle problematiche che più ci riguardano da vicino, ma a condizione di essere considerati. Considerazione che però, appunto, ora dall’Ufficio caccia e pesca è assente”.

Nello specifico però, aggiunge, “il casus belli di oggi era la questione dei danni alle colture causati dagli ungulati. Questa è proprio una di quelle problematiche in cui crediamo di avere i numeri per partecipare di più alla ricerca della sua soluzione: è un problema che conosciamo bene e che contribuiamo anche a combattere come cacciatori. Ma ancora una volta non siamo stati coinvolti: noi abbiamo saputo della soluzione adottata a cose fatte. Questo è l’appunto, la critica che muoviamo. Noi vogliamo essere coinvolti maggiormente”.

La Federazione però, spiega ancora Regazzi, è anche contraria alla soluzione applicata dal dipartimento per arginare i danni causati dagli ungulati: “Secondo noi il problema è stato affrontato con modalità discutibili. Prelevare gli esemplari ora, in questo periodo in cui le femmine sono gravide e a poche settimane dal parto, non è un sistema corretto di fare gestione e quindi è una scelta che non condividiamo. E credo sia una critica che il mondo venatorio possa muovere in maniera legittima. Certo, non siamo i depositari di verità assolute, ma questo è la nostra opinione. È un parere come ce ne possono essere tanti e per questo è importante discuterne per trovare la migliore soluzione possibile. Ma con la partecipazione di tutte le parti coinvolte”.

 

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