Il capogruppo della Lega e il coordinatore dei Verdi commentano l'esito delle consultazioni federali e cantonali: tra soddisfazione e amarezze. "Sui 4'000 franchi niente scuse: chi ne cerca racconta stronzate" dice il coordinatore dei Verdi

BELLINZONA - Cominciano a fioccare le prime reazioni dal mondo politico, sull'esito delle votazioni cantonali e federali.
Soddisfatto del voto dei ticinesi il capogruppo della Lega Daniele Caverzasio: "Nel complesso - dichiara a Liberatv - la popolazione ha seguito il Governo su due temi su tre. Sul taglio dei sussidi invece i ticinesi hanno detto di no perché si trattava di una misura che andava a colpire anche chi era realmente in difficoltà. Credo che da questo punto di vista il messaggio sia: no ai tagli lineari o con il pallottoliere per risparmiare, ma sì ad interventi mirati che regolino i sussidi in modo che a beneficiarne sia chi ne ha veramente bisogno".
Considerata la vittoria di misura, sul tema dei sussidi, Carverzasio aggiunge: "La Lega è stata decisiva: non potevamo dimenticare l'anima sociale e abbiamo fatto bene a cambiare posizione rispetto a quella che avevamo assunto inizialmente in Gran Consiglio".
Due battute anche su amnistia e freno ai disavanzi: "L'amnistia non era un tema scontato perché sulla decisione pesava un discorso etico importante. L'aspetto centrale secondo me è che i proventi di questo condono verranno utilizzati per progetti occupazionali. Sorprende invece il voto sul moltiplicatore cantonale. Ci aspettavamo un "no" abbastanza chiaro e invece è uscito un "sì". È senza dubbio un segnale di fiducia finanziaria verso il Governo che però adesso deve finalmente intervenire sugli sprechi e sulla spesa. Quello che ci attende sarà comunque un anno molto difficile perché entriamo in campagna elettorale e ognuno tirerà l'acqua al proprio mulino. Ma ci aspettiamo comunque delle misure serie dal Governo e il Parlamento dovrà dimostrare il coraggio di portarle avanti".
Infine, un commento sulla bocciatura del salario minimo: "Mi aspettavo questo risultato anche se non così eclatante. Credo che adesso gli imprenditori dovranno dimostrare di essersi meritati la fiducia dei ticinesi che hanno detto "no" a un'iniziativa sbagliata, ma certamente si aspettano dal mondo dell'economia dei segnali diversi sui salari rispetto a quelli che sono stati dati con lo sfruttamento della libera circolazione".
Savoia: "Grande soddisfazione per i sussidi. Un disatro i salari minimi"
Dal canto suo Sergio Savoia esprime "grande soddisfazione per la bocciatura del taglio dei sussidi, che era la nostra battaglia principale. I ticinesi hanno detto chiaramente al Governo che questo modo di far cassa sulle spalle dei più deboli non è accettabile e quindi che la devono smettere. Per quanto riguarda l'amnistia fiscale avevamo dato libertà di voto quindi prendiamo atto del risultato e auspichiamo che entrino un po' di soldi. E anche per quanto riguarda il moltiplicatore non c'è molto da dire: è uno strumento che il popolo ha voluto, quindi massimo rispetto, e ora vediamo come funzionerà".
Secondo Savoia non è possibile fare un bilancio globale del voto: "Il giudizio politico ci sarà l'anno prossimo".
Durissimo, invece, il giudizio del coordinatore dei Verdi sul risultato dei salari minimi: "È stata una Caporetto. Si tratti di un risultato disastroso. E i principali responsabili sono UNIA e il PS. Noi Verdi, e io personalmente, abbiamo fatto una campagna leale a favore dell'iniziativa ma è chiaro che la propaganda impostata dagli iniziativisti è stata sbagliata su tutta la linea. Quando tu permetti un equivoco comunicativo spaventando gli elettori sui 4'000 franchi al mese quando in realtà sono 3'600, già ti stai condannando alla sconfitta. Per non parlare di quei manifesti rossi...Il risultato è che hanno preso solo i loro voti. Spero che i sindacati e la sinistra la smettano di fare battaglie di bandiera per darsi ragione tra di loro, collezionare "belle" sconfitte, per poi chiudere per anni discorsi che invece andrebbero risolti".
Savoia rigetta qualsiasi scusa per giustificare il risultato: "Gli svizzeri hanno capito benissimo su cosa si votava e hanno detto chiaramente che questa proposta era insostenibile. Il resto - tipo "campagne terroristiche" o i "cittadini non hanno capito - sono solo stronzate. Ci si inchina di fronte alla maggioranza. Punto e a capo".
Il coordinatore dei Verdi spera ora che l'iniziativa popolare dei Verdi ancora pendente sui salari minimi possa finalmente sbloccarsi: "Mi auguro vada al voto il prima possibile, anche perché è più equilibrata rispetto a quella della sinistra. Noi proponiamo il principio dei salari minimi ma legato ai settori e alle mansioni di chi lavora".
Una battaglia oggi più difficile: "Sicuramente è una battaglia più difficoltosa ma sono sicuro che possiamo vincerla. Certo era meglio se avessimo votato prima in Ticino sull'iniziativa cantonale, ma purtroppo una manovra ben precisa da parte del PS ha fatto in modo che il testo rimanesse bloccato fino ad oggi".
AELLE