POLITICA E POTERE
Orari di apertura dei negozi: fra le proposte di Pronzini anche un emendamento ‘anti-Fox Town’
A poche ore dall’inizio del dibattito in Parlamento, ecco le richieste dell’OCST e le modifiche inoltrate dal deputato MPS insieme al collega Gerry Beretta Piccoli. Nel mirino di entrambi: le previste aperture domenicali

BELLINZONA – La legge sull’apertura dei negozi approda domani in Gran Consiglio. E proprio in vista della sua discussione, negli scorsi giorni, l’OCST aveva scritto al Parlamento criticando alcuni aspetti del progetto e sottolineando la necessità che questo sia accompagnato da un contratto collettivo, indispensabile per porre un freno al deterioramento delle condizioni di lavoro che la nuova legge porterebbe con sé.

E alla vigilia del dibattito, il deputato MPS Matteo Pronzini, insieme al collega Gerry Beretta Piccoli (Verdi), ha inoltrato oggi alla cancelleria del Gran Consiglio alcuni emendamenti al progetto. E fra le modifiche proposte, tre in totale, anche una che mira proprio a colpire le aperture domenicali del Fox Town, battaglia da tempo condotta proprio dall’MPS.

Infatti, fra gli emendamenti inoltrati da Pronzini, anche quello che chiede di “stralciare il paragrafo che introduce la possibilità di apertura alla domenica e giorni festivi per i centri commerciali la cui offerta di prodotti è destinata al turismo internazionale”. Palese, appunto, il riferimento al centro commerciale di Mendrisio.

In aggiunta i due parlamentari chiedono anche di vietare la vendita di bevande alcoliche nei negozi annessi alle stazioni di servizio e di condizionare la possibilità di apertura domenicale e nei giorni festivi all'assenza di condanne per infrazioni alla Legge sul Lavoro o ai relativi contratti collettivi di lavoro o contratti normali di lavoro.

Le richieste dell’OCST

Dal canto suo, l’OCST sottolinea che “nell’assenza di un accordo contrattuale con i commercianti, che bilanci il prolungamento degli orari di apertura, l’adozione di un contratto collettivo di lavoro è un tassello irrinunciabile”.

Questo, secondo il sindacato, almeno per tre motivi: “le condizioni di lavoro e retributive nel settore sono particolarmente modeste e continuano a subire acute pressioni indotte dalla libera circolazione; estendendo i limiti delle aperture si incentivano ulteriormente le formule di impiego flessibile del personale. Il tempo di lavoro tenderà ad essere maggiormente spezzettato nel corso della giornata e andrà incrementandosi il lavoro su chiamata” e infine “la maggiore flessibilità nell’organizzare i tempi di lavoro comporterà ricadute  tanto più sfavorevoli poiché nel commercio prevale la manodopera femminile, che abbina sovente l’attività professionale con compiti educativi e familiari”.

Per l’OCST quindi, “una soluzione equilibrata impone cioè che la maggiore estensione delle aperture dei negozi sia bilanciata da un parallelo rafforzamento della protezione del personale. Il Gran Consiglio si appresta al contrario a fare un passo senza avanzare anche l’altro piede. Ne esce una soluzione inevitabilmente sbilanciata e incompleta”.

Nel mirino anche le aperture domenicali. “Oltre ad una assente considerazione degli effetti sul personale di vendita, il progetto di legge apre le porte ad una eccessiva liberalizzazione degli orari durante le domeniche. Nelle località turistiche, nelle località di confine e nelle stazioni di benzina, i negozi inferiori a 200 mq nel primo caso e a 120 mq negli altri due potranno rimanere aperti fino alle ore 22.30 non solo durante la settimana ma anche alla domenica”.

Il progetto di legge quindi “non considera a sufficienza la tutela della natura religiosa e sociale della domenica. Ogni collettività necessita – e ha interesse a preservare – tempi sociali che non soggiacciano a criteri e regole di mercato”.

Per il sindacato inoltre, il progetto avrebbe subito “un’accelerazione dell’ultima ora poco sensata”. A livello federale sono infatti in discussione le mozioni Lombardi e Abate e “l’esito di questi due iter legislativi si sovrappone e influisce su due norme cruciali del progetto di legge cantonale. Appare perciò poco razionale anticiparne di poco l’adozione”.

In conclusione quindi, l’OCST “sollecita il Gran Consiglio: a condizionare la messa in vigore della legge all’adozione di un accordo tra le parti sociali che garantisca una adeguata tutela al personale di vendita; a meglio salvaguardare il riposo domenicale e serale e a valutare una sospensione dell’iter legislativo in attesa di conoscere l’esito delle decisioni su piano federale che incidono sulla legge cantonale”.

È auspicabile, concludono, “che la fretta di condurre in porto il progetto di legge (non da ultimo per anticipare il termine della legislatura) non sia di ostacolo ad una valutazione soppesata del testo legislativo e non comprometta una soluzione che contempli anche la tutela del personale di vendita”.

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Gigio Pedrazzini: "Vi racconto il mio Film Festival. Le finanze, la governance, le radici..."

06 AGOSTO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Hotel Belvedere Locarno, dove il cinema vive oltre lo schermo

03 AGOSTO 2026
MEDICI IN PRIMA LINEA

Medici di famiglia, nasce SMaRTi: "Un modello unico in Svizzera"

02 AGOSTO 2026
LETTURE

“La montagna incantata”: il Monte San Giorgio come non l’abbiamo mai letto

16 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

A San Bernardino apre Piazzetta Brocco, il nuovo salotto nel cuore del villaggio

14 LUGLIO 2026
LETTURE

Tra amore, memoria e inquietudine: le novità di Dadò editore per l’estate

14 LUGLIO 2026
LiberaTV+

POLITICA E POTERE

La nota del Governo: Zali rinuncia alla responsabilità politica di Polizia e Magistratura

23 LUGLIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

"Berna ci frega con gli ucraini!". E De Rosa e i paletti sui ristorni

18 MAGGIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

Mirante-Sirica, che scontro. E l'UDC contro il PLR

12 GIUGNO 2026