POLITICA E POTERE
Regazzi: "Il Gottardo è una bomba a orologeria". Savoia: "Squallido e disgustoso chi usa i morti per fare battaglia politica"
Dopo l'incidente mortale avvenuto ieri botta e risposta sulla sicurezza nella galleria tra il leader dei "raddoppisti" e quello del "no" al raddoppio

BELLINZONA - Come sempre accade...ogni volta accade, l'incidente mortale avvenuto ieri nella galleria del San Gottardo ha rinfocolato il dibattito sul raddoppio. In chiave sicurezza. Diversi esponenti politici "raddoppisti", come ad esempio il Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli, hanno prontamente esternato su Facebook la loro posizione: "Una galleria totalmente insicura contro i rischi di collisione frontale e fuori norma, non fanno più notizia! È tempo di reagire! SI al più presto al completamento senza più tentennare", ha scritto il ministro PPD.

Libertav ha raccolto le opinioni di due storici avversari politici che anche questa volta si trovano su fronti opposti: il leader dei "raddoppisti" e Consigliere Nazionale Fabio Regazzi e il portabandiera del "no" al raddoppio e coordinatore dei Verdi Sergio Savoia.

Regazzi: "La galleria del Gottardo è una bomba a orlogeria"

Cominciamo dal deputato pipidino. "Non voglio fare lo sciacallo e strumentalizzare quanto accaduto ieri - premette Fabio Regazzi - ma non posso che ribadire quanto ho più volte ripetuto in passato: il Gottardo è una bomba a orologeria dal profilo della sicurezza. La verità è che fintanto che si scontrano un auto con un camion ci resta la tragedia, comunque gravissima, di una sola vittima. Ma se un giorno dovessero scontrarsi due bus o due camion, allora ci troveremmo davvero confrontati con un macello. Ed essendo quel tunnel con un'unica corsia e con tante svolte pericolose è inevitabile che prima o poi succeda di nuovo qualcosa di catastrofico". 

"Il completamento del tunnel - prosegue il Consigliere Nazionale - è quindi anche una questione di sicurezza. Ed è vero che se ne parla troppo poco. A settembre quando la proposta del raddoppio dovrebbe passare in Parlamento mi riprometto di rilanciare nel corso del dibattito anche questa questione centrale".  

Chi non la pensa come lei, facciamo notare a Regazzi, dice che ci sono tratti di strada molto più pericolosi e letali del Gottardo e magari non ci sono i soldi per intervenire: cosa risponde? "È possibile ma questo non è un buon motivo per non intervenire, anche se va ricordato che gli incidenti che capitano all'interno del Gottardo sono sempre scontri frontali, ovvero gli incidenti più pericolosi. È chiaro che se si trattasse solo di una questione di sicurezza sicuramente non si sarebbe intervenuti. Ma dal momento che bisogna chiudere la galleria per tre anni per la manutenzione - e sottolineo che questa chiusura è indipendente dalla nostra volontà: è così e basta - grazie alla soluzione proposta dal Consiglio Federale di un secondo tubo senza aumento della capacità, risolviamo anche il problema della sicurezza". 

Savoia: "Disgustoso e squalido che si usino gli incidenti a scopo politico"

E veniamo a Sergio Savoia, che parte subito all'attacco: "È semplicemente disgusto e squallido che si faccia un uso politico degli incidenti stradali, come ho visto purtroppo fare anche a Consiglieri di Stato. Se i tifosi del raddoppio vogliono cominciare a contare i morti allora li bisogna contarli tutti. Ma io su questa strada non mi avvio. Ribadisco: sono discorsi disgustosi e squallidi". 

Però, ribattiamo, il problema della sicurezza esiste: "Il problema della sicurezza vale per tutti i tratti stradali della Svizzera. Nel Gottardo ci sono meno morti che sulle altre strade del Paese. Andate a guardarvi le statistiche: non lasciano dubbi. Chi usa l'argomento degli incidenti mente sapendo di mentire". 

Riformulo la domanda: al di là degli incidenti non c'è dubbio che quella galleria sia pericolosa. Almeno questo me lo concede? "È pericoloso andare in giro in macchina, a piedi o in bicicletta: questa è la verità. Al posto che buttare via 3 miliardi nel raddoppio del Gottardo, investiamoli per migliorare la sicurezza nelle nostre città e sulle nostre strade cantonali. Mi creda, ce ne è molto più bisogno".

AELLE 

 

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