Il profilo ha 600 fan e propone messaggi di lotta e foto molto crude. Il presidente degli aramei: "Questa pagina non rappresenta in alcun modo i siriani che risiedono in Ticino"

LUGANO – L’ultimo post è del 3 ottobre. E recita: “Non considerare morti quelli che sono stati uccisi sul sentiero di Allah. Sono vivi invece e ben provvisti dal loro Signore, lieti di quello che Allah, per Sua grazia, concede. E a quelli che sono rimasti dietro loro, danno la lieta novella: Nessun timore, non ci sarà afflizione”.
E da qui si potrebbe dedurre un certo incitamento alla rivolta armata contro il regime di Assad. Il Corriere del Ticino parla oggi della pagina Facebook della “Comunità siriana in Ticino”, il cui sottotitolo è “la rivolta siriana contro il regime di Assad in Canton Ticino”.
Aperta nel 2011, la pagina conta circa 600 fan e propone alcuni contenuti fotografici molto crudi: foto di cadaveri e di feriti. Ma da qui a dire che si tratta di un gruppo che simpatizza per i terroristi dell’Isis ce ne corre.
Certo, alcuni post sono un po’ al limite. Come quello pubblicato il 23 settembre: “Cominciano gli attacchi aerei americani in Siria, finalmente tutti i gruppi di mujaheddin non potranno fare altro che unirsi contro gli USA e Assad. Allahumma soccorri i credenti”.
Scrive il Corriere: “Se anche nessun candidato jihadista è partito dalla Svizzera italiana per raggiungere l'ISIS, di sicuro da noi c'è chi sta pubblicando messaggi che incoraggiano a combattere contro il regime siriano e maledicono la coalizione scesa in campo per cercare di fermare l'avanzata del cosiddetto Stato Islamico. Se non è un invito a partire in battaglia, poco ci manca”.
“Questa pagina – recita in sostanza la scritta in arabo secondo la traduzione proposta dal giornale - intende realizzare gli interessi economici, sociali e culturali della comunità siriana e unire le energie per aumentare e approfondire i legami dei sentimenti di cittadinanza verso la nazione. E (promuovere, ndr) gli eventi di supporto e le attività che sostengono la rivoluzione siriana”.
La Svizzera, ricorda il Corriere, è stata definita recentemente dalla Polizia federale una “base per offrire sostegno di tipo logistico, propagandistico e personale ai gruppi della jihad attivi all'estero”. Per questo motivo la polizia ha “provveduto a rafforzare ulteriormente la propria attività inquirente su Internet contro i sostenitori del terrorismo”.
Il Corriere ha chiesto un’opinione al presidente dalla Lega dei musulmani in Ticino, Gasmi Slaheddine, che ha detto: noi non c’entriamo con questa pagina Facebook. "Siamo gente che prega il proprio Dio, Allah. Lo preghiamo punto e basta. Viviamo tranquillamente e in pace, come sempre, senza nessun particolare problema”. E ha aggiunto: "l'ISIS non rappresenta l'Islam in nessun modo. È un movimento fondamentalista, come possono esserlo Al Qaeda e i talebani, creato dalle grandi potenze occidentali, Stati Uniti in testa. Sono loro ad aver sostenuto prima i dittatori e poi hanno favorito la diffusione di queste fazioni estremiste nel mondo. Sono loro ad aver creato il problema e quindi che si arrangino a risolverlo. E, infatti, è quello che stanno facendo... con le bombe”.
Il problema, secondo Slaheddine, sono i media che insistono nell'associare l'Islam al terrorismo, agli attentati e alle stragi.
Anche un rappresentante della comunità siriana in Ticino, il presidente della federazione degli aramei in Svizzera Melki Toprak, si dice all'oscuro della pagina Facebook."Gli aramei ticinesi parteggiano per il presidente siriano. E quindi la pagina Facebook non rappresenta in alcun modo i siriani che risiedono nel nostro Cantone. Ho tentato invano con degli amici che sanno l'arabo di contattare l'amministratore di questa pagina, ma fino a dora non ci ha risposto. Comunque sia, è chiaro che simpatizza con l'ideologia fondamentalista, come i fratelli musulmani, Al Qaeda, al Nusra e Daash. Le foto con i relativi commenti sono chiari: intendono nascondere i massacri effettuati contro le minoranze non musulmane, come cristiani, curdi e yazidi, da parte dell'ISIS".