LUGANO - Se non è una rivolta poco ci manca. La decisione dei vertici del PLR di completare la lista del Consiglio di Stato con Gian Luca Cantarelli ha fatto esplodere la rabbia e il disagio all'interno del partito. Sentimenti che probabilmente covavano da tempo sotto la brace per come la dirigenza, in primis il presidente Rocco Cattaneo e il vicepresidente Michele Morisoli, ha organizzato la strategia della campagna elettorale. La candidatura di Cantarelli è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Sul piede di guerra c'è in prima linea la sezione di Lugano che già ieri pomeriggio ha fatto sapere che porterà fino in fondo la sua candidatura: quella di Roberto Badaracco. E diversi esponenti di peso della sezione cittadina sono usciti allo scoperto cannoneggiando la presidenza cantonale. Tra questi un liberale di peso e di ferro come Peter Rossi, Consigliere Comunale e membro dell'Ufficio presidenziale: "La dirigenza ha perso la trebisonda!", il commento pubblicato su Facebook.Ma non è solo Lugano ha ed essere scatenata contro una decisione che viene considerata come una vera e propria presa in giro. Contro la candidatura di Cantarelli si uniscono personalità di varie regioni, radicali e liberali, giovani e meno giovani. Il capogruppo in Consiglio Comunale a Mendrisio Giovanni Poloni, ex presidente dei giovani, sempre su Facebook, spara a zero: "Io propongo una cosa semplice: Michele Morisoli come coordinatore della lista non ne ha azzeccata una (anche a livello di comunicazione). Se il comitato cantonale voterà per la candidatura di Badaracco, le dimissioni sarebbero un obbligo morale...". Un siluro a cui sempre Peter Rossi aggiunge il carico da 11: "Condivido e aggiungo: anche il presidente dovrebbe porsi qualche domanda!!!". Anche i giovani del partito sono pronti alla mobilitazione. Per domani è stato convocato un direttivo e non è affatto escluso che venga presentata un'altra candidatura. Il Comitato Cantonale potrebbe quindi ritrovarsi a scegliere fra più candidati. E poi ci sono le personalità del partito, i grandi dirigenti di ieri e di oggi, che per ora non strillano sulla stampa ma che a microfoni spenti demoliscono la strategia del partito e, in particolare, l'ultima mossa Cantarelli.Per il PLR, insomma, non sarà per niente un Natale sereno. E nuovi colpi di scena più che attesi sono certi.