Peter Rossi: "Il PVP ha messo in ginocchio i negozianti e crea danni al commercio: tiene lontana la gente dal centro”. Bruno Balmelli: "Un grido d'allarme prima che Lugano diventi davvero un cimitero"

LUGANO - "Questo Piano viario non soddisfa i cittadini-contribuenti", è il titolo della petizione lanciata da alcuni consiglieri comunali di Lugano, esponenti del settore imprenditoriale, liberi professionisti, commercianti, cittadine e cittadini, che hanno deciso di raccogliere le firme per invitare il Municipio a ripensare il PVP.
Traffico veicolare costantemente in tilt, assenza di un piano di accesso fluido al centro città, semafori non funzionanti... Sono solo alcuni dei problemi che preoccupano costantemente i promotori della petizione che è stata presentata pubblicamente giovedì sera. L’obiettivo è sensibilizzare l’esecutivo, accusato di immobilismo sul tema, raccogliendo una valanga di firme.
I politici presenti, esponenti di PLR, Lega e UDC, hanno precisato che sostengono la petizione in qualità di cittadini di Lugano e non come esponenti dell'uno o dell'altro partito.
La petizione mira insomma a smuovere l’autorità. A livello politico ci sono stati in soli due anni dieci atti ‘parlamentari’ provenienti da più partiti, oltre a incontri, serate pubbliche, lettere ai giornali o direttamente al Municipio.
In realtà, secondo i promotori, con poche modifiche si può ripristinare una soluzione ottimale: la petizione chiede sostanzialmente di tornare alla situazione precedente.
Il consigliere comunale Peter Rossi ha detto: “Il piano viario ha generato un traffico parassitario e disordine, piace a pochi e sulla bilancia ha portato più costi che benefici e che ha generato più inquinamento. Il PVP ha messo in ginocchio i negozianti e crea danni al commercio cittadino: tiene lontana la gente dal centro”.
Gli ha fatto eco il commerciante Bruno Balmelli: “Siamo un gruppo di persone che vivono e amano la città, che vogliono ribellarsi contro un progetto fallimentare e lanciare un grido d'allarme prima che Lugano diventi davvero un cimitero. Siamo mossi dall'amore per la nostra città e non possiamo stare zitti e accettare tutto quello che arriva: bisogna segnalare quello che non va. Non vogliamo additare solo quello che c'è di negativo. Ci sono anche cose positive. Però c'è mancanza di orizzonti adesso... Non chiediamo nient’altro che ripristinare la situazione precedente. È vero che c'è un ricorso pendente ma se si ripristina la situazione di prima quel ricorso verrà a cadere”.
Tra i promotori anche Elio Bollag: “Il mio interesse per questa battaglia è più sentimentale che altro – ha detto -. Sono stato un commerciante del centro. Devo dire che da quando è cambiato il Piano viario ho visto un cambiamento in città. Alla gente non piace più venire in centro perché gli si sono create molte difficoltà”.
Pure Carla Garzoni critica il Piano viario: “Abbiamo l'impressione che il Municipio ci voglia imporre questa scelta come un diktat. Loro vorrebbero che in città si usasse di più la bicicletta o si andasse a piedi. Che va bene per chi è in vacanza o ha tempo, molto meno per chi lavora o ha impregni pressanti. Se non si fa qualcosa alla fine i commerci e i servizi si sposteranno dal centro e la città si svuoterà”.
Gianmaria Bianchetti, consigliere comunale ha aggiunto: “Di fronte ad atti parlamentari firmati da consiglieri comunali di diversi partiti non c'è stato nessun correttivo. Quello che propone la mozione è il ripristino di una situazione più chiara. Abbiamo già più di 150 firme raccolte in pochi minuti. Non ci poniamo limiti ma un obiettivo molto alto di sottoscrizioni. Più firme raccoglieremo è più riflessioni dovrà fare il Municipio”.
Primi firmatari della petizione sono, tra gli altri, i consiglieri comunali Mario Antonini, Lukas Bernasconi, Gianmaria Bianchetti, Tiziano Galeazzi, Giovanna Gilardi, Enea Petrini, Peter Rossi, Amanda Rückert, Paolo toscanelli, insieme a Bruno Balmelli, Elio Bollag, Edy croci, Carlo e Carla Garzoni, Marco Netzer, Silvio Tarchini, Gabriele Gardel, Aldo Pessina, Marco Varini, Eugenio Foglia, Giampiero Camponovo, Vittorio Cornaro, Iris Canonica