LUGANO - Boris Bignasca dovrà comparire davanti alla pretura di Bellinzona il prossimo 16 marzo. Bignasca sarà giudicato dopo essersi opposto a tre diversi decreti d'accusa emessi dal Ministero Pubblico in relazione ad articoli apparsi sul "10 minuti", giornale di cui all'epoca era direttore. Gli accusatori di Bignasca sono la società editrice della Regione, il direttore del quotidiano bellinzonese Matteo Caratti e il general manager della COMSA Francesco Ricci. Il presidente dei giovani legisti, nell'ambito di questi procedimenti, dovrà rispondere di diffamazione, ingiuria, mancata opposizione a una pubblicazione punibile, delitto alla Legge federale contro la concorrenza sleale. Il giudice ha ammesso tra le prove l'incarto penale relativo alle querele presentate da Lorenzo Quadri e Roberta Pantani a seguito della pubblicazione del falso Mattino e del falso "5 minuti". Per contro è stata respinta la richiesta di una perizia sull'impatto sociale degli articoli e l'audizione del padre dell'avvocato deceduto. Decesso al centro degli articoli della vertenza con la Regione.Red