Sassi, Pessina e Poretti scrivono al consigliere comunale: "Definirci ipocriti e codardi in modo così plateale è un gesto grave, disonesto e denigratorio”

LUGANO – In una lettera firmata da Guido Sassi, Edy Pessina e Paolo Poretti, tre associazioni cittadine – Club del Centro, Via Nassa e Commercianti – criticano duramente il consigliere comunale Peter Rossi. In particolare le parole da lui pronunciate durante la consegna delle quasi 8'000 firme raccolte dalla petizione contro il Piano viario di Lugano.
“Abbiamo appreso con stupore sconcerto e rabbia – si legge nella lettera inviata a Rossi, con copia al Municipio - delle sue affermazioni relative all’ipocrisia dei commercianti espresse ai media in occasione della consegna delle firme per la petizione relativa al PVP. Ci teniamo ad esprimerle tutto il nostro disappunto per quanto dichiarato in completa malafede ed in modo estremamente offensivo per tutta una categoria di persone che si sacrificano giorno dopo giorno per mantenere viva la nostra Città”.
Lei sa benissimo, prosegue la lettera, “che le tre Società dei Commercianti cittadine, raggruppate in Corporazione, sono in contatto con il Municipio da prima ancora che il PVP fosse entrato in funzione. Lo scopo dei nostri regolari incontri è sempre stato quello di cercare di ottenere il meglio da questo famigerato PVP. Non è facile ma qualche risultato concreto è
comunque stato ottenuto anche senza fare spettacolo ed insultare il prossimo... Non comprendiamo pertanto il motivo di tutto questo astio nei nostri confronti”.
Sassi, Pessina e Poretti ricordano poi che “il gruppo di lavoro dal quale è sfociato il lancio della petizione non è stato promosso dalle Società dei Commercianti ma da un gruppo di privati cittadini. Abbiamo partecipato ai primi incontri alla stessa stregua degli altri partecipanti e abbiamo espresso da subito il nostro scetticismo al lancio della petizione. Questo ancora prima dell’entrata in scena di tutti coloro che successivamente ne hanno voluto fare una battaglia politica e hanno colto l’occasione per mettersi bene in mostra”.
Il perché di questa nostra scelta vi è anche stato illustrato per scritto, si legge nella lettera inviata a Rossi. “È pertanto scorretto affermare che non abbiamo avuto il coraggio di esporci. Non abbiamo mai avversato la petizione; in fondo l’obiettivo finale è lo stesso che cerchiamo di raggiungere anche noi, ma come Corporazione abbiamo scelto una strategia diversa, meno spettacolare e politicizzata, ma altrettanto efficace. Definirci pertanto degli ipocriti e dei codardi in modo così plateale e pubblico è pertanto un gesto estremamente grave, disonesto e denigratorio”.
“Sarebbe inoltre gradita – conclude la lettera - una dichiarazione di scuse pubbliche per la spiacevole caduta di stile e la condivisione di questo esposto anche con le altre persone che si sono rese partecipi di questa ignobile sceneggiata”.
emmebi