POLITICA E POTERE
Casellario giudiziale per i permessi B e G, Gobbi e la sua misura al centro dell’affondo di Uil: “Un abuso!”
Il sindacalista Roberto Cattaneo tuona contro la nuova prassi in vigore in Ticino che viola bilaterali e Schengen. “L’Italia deve assolutamente intervenire a difesa dei nostri lavoratori”

COMO – Non è passata in sordina a Como la nuova prassi che accompagna in Ticino il rilascio o il rinnovo di un permesso di dimora o per frontalieri. Per richiederli, dal 2 aprile, è necessario presentare il certificato penale generale del casellario giudiziale del Paese d'origine e quello dei carichi pendenti. Costo totale, in marche da bollo, poco meno di 47 euro. E in un articolo odierno, La Provincia di Como parla già dei Tribunali del Lario, dove i frontalieri sono circa 24mila, presi d’assalto per procacciarsi i documenti e raccoglie il duro commento di Roberto Cattaneo, sindacalista di Uil, che parla di uno scandalo “deciso in campagna elettorale”.

L’affondo va quindi a Norman Gobbi, che promosse la misura per porre freno ai crescenti abusi. “Lo ha fatto senza consultare nessuno, era nelle sue facoltà. Ma è stata sicuramente una mossa elettorale, visto che è arrivata a pochi giorni dal voto in Ticino. Così la Lega dei Ticinesi ha avuto i suoi voti...”, commenta Cattaneo.

Tempistiche a parte, per il sindacalista questa “norma-scandalo” contraddice i bilaterali e diverge dagli accordi di Schengen. “Per questo motivo ho informato della questione anche i nostri parlamentari Chiara Braga e Mauro Guerra, affinché indaghino sulla questione. Si tratta di un vero abuso”.

Un “abuso”, tiene a far notare infine, perpetuato dal solo Ticino. “È l’unico cantone della Svizzera che ha approvato una normativa del genere. Ci sono altri cantoni che hanno un numero di frontalieri anche superiori al Ticino, ma nessuno ha approvato una normativa così restrittiva. Lo ripeto: è un abuso e l’Italia deve assolutamente intervenire a difesa dei nostri lavoratori”.

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