POLITICA E POTERE
Crosio, un ticinese a Palazzo Madama: "Ticino e Lombardia devono presentarsi uniti a Berna e Roma. Maroni? Che errore attaccare Gobbi!"
Nato a Zurigo, cittadino italiano, vive e lavora a Locarno. È senatore da due anni dopo essere stato deputato. La sua idea: "Dobbiamo fare marketing territoriale comune su frontalieri e trasporti"

ROMA – Chi pensa che il Ticino abbia soltanto due senatori si sbaglia. In realtà sono tre, anche se uno siede al Senato italiano. Jonny Crosio, è nato a Zurigo, da una famiglia di origine valtellinese, ma abita e lavora a Locarno, dov’è domiciliato e condivide con il fratello uno studio di architettura. Ha il passaporto italiano, ma parla un ottimo dialetto ticinese.
Lo incontriamo a Roma, fuori da Palazzo Madama, in compagnia dell’imprenditore e amico Valerio Luraschi (con lui nelle foto).

Il tempo per una birra e quattro chiacchiere sui rapporti bilaterali tra i due paesi. Crosio ha un’idea per uscire dal pantano delle trattative tra Svizzera e Italia: “Fare lobby territoriale e presentarsi uniti, con un progetto condiviso, a Berna e a Roma”. 

Eletto nel 2008 alla Camera, dal 2013 è senatore per la Lega Nord. “Per quanto mi è possibile difendo a Roma le cause del Ticino e della Svizzera – dice -. Anche con i miei compagni di partito. Per esempio nelle scorse settimane ho fatto notare a Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, che ha sbagliato clamorosamente ad attaccare Norman Gobbi sulla questione dei certificati penali per frontalieri e dimoranti. Per la Lombardia il Ticino è una delle principali aziende - un’azienda che dà lavoro a 60mila persone -, ed è anche nel suo interesse difenderlo. Ho detto a ‘Bobo’ che ha fatto un’uscita a sbalzo”.

Sappiamo che a Berna il Ticino è scarsamente considerato, aggiunge il senatore leghista. “Lo stesso vale per la Lombardia nei confronti di Roma. Quindi dobbiamo unire le forze e preparare un pacchetto comune e condiviso sui temi che riguardano i rapporti italo-svizzeri, coinvolgendo anche la provincia del Verbano-Cusio-Ossola: in particolare sui trasporti, sulla gestione del traffico e su tutte le questioni legate ai frontalieri. Poi quel pacchetto va presentato a Berna e a Roma. Sono sicuro che una linea condivisa da Ticino e dalla Lombardia, che ha la forza di dieci milioni di abitanti, verrebbe accettato da entrambi i Governi”.

Poi si lascia andare in una considerazione sulla stampa italiana, succube del “renzismo” dominante: “La stampa è la vergogna di questo paese. Se Berlusconi avesse fatto solo la metà di quello che ha fatto Renzi in questi mesi l'avrebbero massacrato”…

Marco Bazzi

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