BELLINZONA - "Il Natale quando arriva, arriva", recitava un celebre slogan pubblicitario. E anche il giorno in cui decidere se bloccare o meno i ristorni con l'Italia. E ci siamo. Il Consiglio di Stato ha infatti ancora due riunioni utili prima della scadenza di fine giugno. Sicché oggi o mercoledì prossimo dovrà decidere cosa fare. Naturalmente le discussioni sono già in atto da un po' in seno al Governo. Il presidente Norman Gobbi, intervistato dal Corriere del Ticino, sembra piuttosto intenzionato ad usare l'arma del blocco perchè, spiega, "talvolta solo degli atti eclatanti possono sortire degli effetti concreti. Si tratta dell’ultimo atout nelle nostre mani". Un blocco che secondo il ministro delle istituzioni si giustificherebbe con il fatto che i nuovi accordi fiscali tra Svizzera e Italia "risolvono alcuni problemi ma non tutti: come quello legato al libero accesso dei servizi finanziari ticinesi e svizzeri al mercato italiano".Come detto, decisioni come quelle del blocco dei ristorni, non vengono prese su due piedi. Discussioni e riflessioni partono ben prima della decisione, come conferma lo stesso Gobbi al CdT che si lancia anche in un pronostico: "Ne abbiamo già discusso prima della seduta extra muros: e spero che dalle relative discussioni con i colleghi di Governo possa scaturire un 4 a 1 favorevole".