Atto parlamentare interpartitico di Giorgio Fonio sulla polemica che sta infiammando il Festival e sulla presunta corruzione ipotizzata dal penalista e deputato Daniel Jositsch

LOCARNO – La polemica sulle camere d’albergo pagate ai politici – alla luce della pesante affermazione del penalista Daniel Jositsch, che ha parlato di reato di corruzione - finisce sul tavolo del Consiglio di Stato. Il deputato del PPD Giorgio Fonio ha infatti presentato un’interrogazione parlamentare firmata anche dal socialista Henrik Bang, dalla verde Michela Delcò-Petralli, e dal leghista Gianmaria Frapolli.
“Ieri sulla stampa d’Oltralpe - scrivono i deputati - sono state pubblicate le dichiarazioni shock di un Consigliere Nazionale del Partito Socialista, nonché esperto in diritto penale, Daniel Jositsch. Lo stesso afferma che “i politici che si fanno invitare al Festival di Locarno da aziende che pagano anche il vitto e l'alloggio in alberghi di alto standard si rendono in determinate circostanze colpevoli di corruzione”. Affermazioni forti e preoccupanti che non possono lasciare indifferenti l’autorità cantonale”.
Fonio e colleghi ricordano poi l’origine della polemica: alcune affermazione di Marco Solari e fanno i conti in tasca ai deputati nazionali, dimostrando che con le loro entrate possono permettersi, se vogliono, di pagarsi l’albergo a Locarno: “Nei giorni scorsi il presidente del Festival del Film di Locarno ha affermato, in un’intervista pubblicata sul Tagblatt, che alla manifestazione partecipano anche alcuni politici, il cui pernottamento a Locarno è offerto, perché, a suo dire, non avrebbero i mezzi per contribuire all'alloggio. Circa la presunta indigenza dei politici svizzeri giova ricordare che ogni parlamentare a Berna, oltre alle entrate della sua professione, riceve fr. 26'000.-- l'anno per lavori preparatori, fr. 33'000.-- per spese di materiale, una diaria di fr. 440.--, un'indennità di vitto e di pernottamento di fr. 115.-- e fr. 180.-- al giorno, un'indennità di percorso (fra cui l'abbonamento generale di prima classe offerto) e un'indennità di previdenza (del 16% dell'importo massimo LPP)”.
Il problema non sembra dunque sussistere, concludo i quattro deputati, ma rimane “la gravità delle affermazioni mosse dal deputato socialista che richiedono l’immediata puntualizzazione del Governo cantonale, garante, ricordiamo, dei 14 milioni del contribuente destinati alla rassegna locarnese”.
Infine le domande al Governo:
1. È a conoscenza il Consiglio di Stato di questa prassi al Festival di Locarno? In caso di risposta affermativa, quanti sono i politici che beneficiano di regali e agevolazioni?
2. Il Festival del film di Locarno comunica al Consiglio di Stato annualmente i conti di esercizio, da cui si possa rilevare l'uso dei fondi pubblici accordati?
3. Il Consiglio di Stato ha già svolto un esame di dettaglio al riguardo? In caso di risposta negativa, vista la gravità delle affermazioni di Jositsch, non ritiene opportuno il Consiglio di Stato procedere per lo meno a campione o in dettaglio tramite la Commissione della gestione una volta per legislatura?
4. Più in generale, non ritiene il Consiglio di Stato sia corretto disciplinare esplicitamente la normativa degli omaggi ai politici cantonali e comunali, nonché i politici nazionali che sono coinvolti da finanziamenti pubblici ticinesi?