La demolizione avvenne nel 2013, sulla scorta di un permesso di costruzione del 2007, lasciando a oggi un cantiere “da anni in condizioni di abbandono” su cui si concentrano ora le domande dei due deputati

BELLINZONA – Dal 2013, al posto della Ex Romantica, a Melide, si trova un imponente fossato. Una situazione rimasta invariata negli ultimi due anni, con “un ‘cantiere’ in fase di stallo che versa ormai da tempo in condizione di abbandono”, su cui si concentrano ora le domande di Giorgio Fonio e Fiorenzo Dadò che, ripercorrendone la tortuosa vicenda, interrogano il Governo.
“Nella vicenda – scrivono Fonio e Dadò – il Cantone Ticino (per il tramite dell’allora Consigliere di Stato Marco Borradori) aveva notoriamente svolto un ruolo centrale, visti i contrapposti interessi in gioco, d’un canto, del Cantone stesso e del Comune di Melide (ambedue interessati all’eventuale mantenimento di quella che da più parti era considerato un bene dal valore storico e culturale non irrilevante) e, dall’altra, quelli della proprietà a concretizzare il permesso di costruzione emanato nel lontano 2007”.
Nel 2013 poi, proseguono citando le notizie emerse sui media, “ in seguito alla decisione del Consiglio Comunale di Melide del 29 aprile 2013, che bocciava il Messaggio municipale relativo alla “Variante di Piano Regolatore in località La Punta/Piazza Comunale”, la proprietà dello storico edificio ha immediatamente provveduto all’abbattimento degli artefatti. Apparentemente, stanti le informazioni a disposizione del pubblico, l’abbattimento sarebbe quindi avvenuto ancora sulla scorta del permesso di costruzione emanato nel lontano 2007”.
E proprio sulla ‘liceità’ di quel permesso si concentrano, tra l’altro, i due interroganti: la licenza edilizia in possesso della proprietà è quasi certamente decaduta, essendo trascorsi oltre due anni dalla crescita in giudicato della decisione. Nel frattempo, aggiungono, “la proprietà avrebbe introdotto una nuova domanda di costruzione, alla quale sarebbero state presentate due opposizioni”.
Fonio e Dadò chiedono quindi al Consiglio di Stato:
1. Sul territorio di Melide, con particolare riferimento al comparto sul quale – in parte – sorgeva la cosiddetta “Romantica”, sono rispettate tutte le normative edilizie e di sicurezza in vigore, sia cantonali che comunali?
2. È ammissibile dal profilo della legge edilizia la presenza sul territorio di un voluminoso fossato, ma di nessuna edificazione, ritenuto come la licenza edilizia risalga all’anno 2007 e sia quindi certamente decaduta?
3. Era ammissibile l’abbattimento dell’edificio sulla scorta di una licenza di costruzione già decaduta?
4. Esiste allo stato attuale un permesso di costruzione non decaduto per un comparto di cotanta rilevanza strategica, sia cantonale che comunale, come quello de “La Punta” a cavallo tra i Comuni di Melide e Bissone e gioiello paesaggistico posto lungo le più importanti vie di transito del nostro Cantone?
5. Non ritiene questo Consiglio di Stato di dovere, per il tramite della Sezione Enti Locali, acclarare la liceità dello stato degli artefatti (in particolare modo dell’importante fossato presente) in località de “La Punta” nella giurisdizione del Comune di Melide?
6. Ai sensi del diritto cantonale è ammissibile ritenere, come riportato dai giornali online, il pianificato “Residence” dell’Hotel Diamond di Vico Morcote come avente un “uso collettivo”, ritenuto inoltre come questi si trovi (secondo Google Maps) ad esattamente 3 km in linea d’aria dall’Hotel in questione?
7. Ritenuto come ai tempi dell’edificazione proprio dell’Hotel Diamond di Vico Morcote fossero state rilevate delle carenze per rapporto al rispetto della legge sul lavoro, non ritiene questo Consiglio di Stato, nel caso in cui effettivamente l’edificazione dovesse appartenere alla medesima proprietà dell’Hotel Diamond, di dovere seguire con particolare attenzione gli sviluppi dell’edificazione (sempreché ancora legittima e lecita)?
8. Esiste una definizione nel diritto cantonale per edifici in “uso collettivo”?