Nuovo affondo del domenicale contro il direttore delle Istituzioni: "Troppo allarmismo, troppa paura e pure troppi controlli". Il capogruppo PPD: "Si alimenta il clima di paura, e poi si trova la soluzione assumendo dieci poliziotti in più"

LOCARNO/BELLINZONA – Ormai è un appuntamento settimanale, quasi come una partita di calcio. Da una parte il Caffé, dall'altra Norman Gobbi. Con il domenicale nel ruolo di voce critica sulle politiche del ministro leghista e Gobbi che, di tanto in tanto, ribatte. Dalle scelte strategiche del capo del Dipartimento delle istituzioni al casellario giudiziale, fino, il numero di oggi, al ruolo di polizia.
Tante pagine interne e qualche prima. Da quando praticamente Gobbi è incarica il duello è permanente. Ma dopo le ultime elezioni cantonali si è intensificato, come dimostra l'edizione di stamani. "Alt polizia", il titolone in prima pagina. "Diminuiscono i reati ma aumentano gli agenti e i controlli. La linea del ministro Gobbi al centro di aspre critiche", la tesi del domenicale che snocciola diverse cifre a sostegno. E più chiaramente a pagina 2: "Benvenuti nel Canton Polizia dove i reati diminuiscono ma aumentano i controlli". E ancora: "Troppo allarmismo, troppa paura e pure troppi controlli".
In buona sostanza il Caffé punta il dito contro Gobbi, reo di creare con le sue dichiarazioni un clima di insicurezza che sta trasformando il Ticino in uno Stato di polizia.
Tesi che il domenicale rafforza con le parole di Fiorenzo Dadò, ancora indignato per il blitz nelle capanne della polizia dove finirono nel mirino due nepalesi e per i troppi radar, soprattutto nelle valli. "Io sostengo – afferma il deputato PPD – che in Ticino andando avanti di questo passo si sta creando uno Stato poliziesco". "Dico a Gobbi - aggiunge Dadò - che non dovrebbe enfatizzare così il problema della sicurezza. Perché il Ticino non ha bisogno di tutta questa polizia. Di tutti questi controlli. La polizia va impiegata per i veri problemi, contro la criminalità organizzata e quella finanziaria, non per far cassetta sulle spalle degli automobilisti delle valli". Insomma, secondo il capogruppo PPD, "si alimenta il clima di paura, e poi si trova la soluzione assumendo dieci poliziotti in più"