POLITICA E POTERE
Cinghiali, Garzoli: “La Vallemaggia vittima di incursioni devastanti. La politica deve intervenire, non solo a proclami”
Il deputato PLR interroga il Governo chiedendo se non sia il caso di estendere i giorni di caccia per l’abbattimento. “Le Valli non vogliono investire a fondo perso in musei che raccoglieranno malinconiche fotografie, in ricordo di un territorio che fu”

BELLINZONA – Si susseguono le incursioni di cinghiali in diverse zone della bassa Vallemaggia. Incursioni “devastanti” che hanno condotto a una situazione ormai intollerabile secondo il deputato PLR Giacomo Garzoli che interroga quindi il Governo, chiedendo se non sia il caso di “estendere i giorni e i mesi invernali di caccia per l'abbattimento di tale specie”.

Comparti interi, scrive, “sono stati deturpati in modo impressionante. Si tratta soprattutto di territori a suo tempo recuperati dall'incuria, investendo tempo e risorse, anche finanziarie, ingenti, spesso con l'aiuto di fondazioni della Svizzera interna, allo scopo di salvare un patrimonio che arrischiava di andare perso per sempre (paesaggi terrazzati, vigneti, ecc.) e per ridare slancio ad un agricoltura tipica delle nostre regioni.

Passeggiando lungo sentieri e strade che fiancheggiano zone agricole o coltivate a vigna “si osserva una distorsione di paesaggio, causata dalle insistenti incursioni di cinghiali. Le zone toccate sono a dir poco devastate ed il paesaggio ferito, ne paga le conseguenze. Nemmeno le fotografie riescono a cogliere e ad esprimere tale pena. La visione dal vivo è impressionante e dolorosa per coloro che poi, con rassegnazione, saranno chiamati a risistemare”.

La questione, però, non è solo economica, “bensì di testimonianza, cultura, paesaggio e più in generale di territorio, che a breve verrà a mancare. Mantenere un paesaggio curato significa sostenere l'operato di giardinieri professionisti del territorio, sul territorio (i contadini). Senza dimenticare chi non è contadino (hobbisti), ma interviene di sua iniziativa per ragioni culturali, emotive e di passione nei momenti liberi. Attori, questi, attivi e prodi nella salvaguardia di tale ricchezza in una regione, quella della Valle Maggia, di non facile gestione”.

Il Territorio, prosegue, non deve esse solo uno strumento utile per le campagne elettorali: “è una costante e viva realtà. Non possiamo solo investire per recuperarlo, poi dobbiamo anche occuparcene per mantenerlo!” E se è questo che si desidera, “è indispensabile che la politica se ne occupi con coerenza e si prenda l'impegno di risolvere anche questa questione. I tempi giurassici, che solitamente distinguono le prese di posizione della politica, non aiutano il territorio in costante evoluzione. Stimolare l'attenzione su questo problema, che fino ad oggi non si è affrontato con serietà, è una prerogativa che tocca tutti. L'invito è quello di venire sul nostro territorio per constatare di persona il danno reale causato. Occorre poi agire a livello di esecutivo, con poche ma efficaci decisioni”.

Le Valli, conclude Garzoli prima di passare alle domande, “non vogliono investire a fondo perso in musei che raccoglieranno malinconiche fotografie, in ricordo di un territorio che fu. Vogliono un territorio vivo e dinamico. Lo dimostrano gli attori professionisti e hobbisti, comprese le associazioni, che se ne occupano con impegno, ma che di recente, in constatazione delle devastazioni descritte, sono vittima di desolante frustrazione e scoramento, questo sì, davvero pericoloso per il nostro territorio”.

Garzoli chiede quindi al Governo: “Quali strumenti possono essere messi a disposizione per far fronte a tale situazione e ridurre gli effettivi di cinghiali nelle zone colpite? Quali strategie preventive possono essere messe in atto per evitare che questa specie diventi una vera calamità per il territorio nel senso sopra indicato? Hanno senso le bandite di caccia per questa specie? Non si ritiene di estendere i giorni e i mesi invernali di caccia per l'abbattimento di tale specie?”

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