POLITICA E POTERE
Jelmini vs Pantani. Lei: "Sindacalisti ansiosi di poggiare il deretano sulla mia cadrega". Lui: "Difendiamo anche i dipendenti pubblici, che taluni chiamano fuchi di Stato"
Monta la polemica su Facebook dopo il caso Bravofly. E nella bagarre si inserisce anche Fonio: “Jelmini ha toccato un nervo scoperto… e posto una domanda legittima. Pantani risponda: cosa pensa della Bravofly?”

LUGANO - Sberle elettorali tra il candidato al Nazionale pipidino, e sindacalista, Lorenzo Jelmini, e la consigliera nazionale leghista Roberta Pantani. E nella querelle si inserisce anche Giorgio Fonio.

Il caso è scoppiato ieri, quando Jelmini, in veste di sindacalista dell’OCST, ha accusato in un post su Facebook i leghisti di Chiasso in relazione al “caso Bravofly”, che da agenzia turistica ha cambiato il settore di appartenenza ad “azienda del commercio digitale” per evitare di essere sottoposta al contratto normale di lavoro (e ai relativi minimi salariali) per le ditte del settore (leggi qui).

“Sarebbe interessante sapere – ha scritto Jelmini - cosa ne pensano gli amici leghisti di Chiasso che tanto si battono per opporsi ai frontalieri ma poi si impegnano per escludere dal contratto normale un'azienda che occupa quasi solo frontalieri. Due pesi due misure? Attendo curioso una risposta...”

La risposta è arrivata da Roberta Pantani, che è municipale a Chiasso: “Il sindacalista Lorenzo Jelmini, in fregola elettorale, esterna le sue considerazioni in merito alla sottoscritta e al gruppo leghista in Consiglio Comunale di Chiasso a presunta difesa dall’azienda Bravofly.

Si tratta di accuse gratuite, fantasiose e pretestuose, probabilmente concertate con altri sindacalisti, ansiosi di poggiare il proprio deretano sulla mia cadrega, che non corrispondono ovviamente alla realtà.

Stia attento il caro Jelmini ad usare il mio nome e quello dei leghisti di Chiasso in maniera impropria e forviante. Prima di parlare rifletta su quanti lavoratori ticinesi pagano la quota sindacale (e quindi il suo stipendio) e quanti sono invece i lavoratori frontalieri. Chi difende chi? Ognuno tragga le dovute conclusioni”.

Oggi la polemica prosegue con un nuovo post di Jelmini, che riferendosi a un comunicato del suo sindacato contro i peggioramenti delle condizioni dei dipendenti pubblici decisi dal Consiglio di Stato (leggi sotto), stuzzica non solo Pantani ma anche Via Monte Boglia…

“Ecco una semplice risposta a chi ieri accusava me e il mio sindacato OCST di occuparci solo di frontalieri! Lo so, abbiamo il vizio di sostenere tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, indipendentemente dalla loro nazionalità. Dunque anche i frontalieri che vengono occupati dalle ditte ticinesi, pure quelle che hanno sede in via Monte Boglia. Ma ci occupiamo anche dei dipendenti pubblici che sono svizzeri e che, come ben sa il Gigi di Viganello e la Roberta di Chiasso, a taluni piace definire i "fuchi di Stato", tranne nel periodo elettorale evidentemente...”.

Nel botta e risposta, come detto, si è poi inserito oggi anche Fonio. Le polemiche esplose tra le due parti, chiarisce il sindacalista, non lo interessano, “ma Jelmini nella sua presa di posizione è andato a toccare un nervo scoperto”.

“Taluni (non solo leghisti) da tempo stanno conducendo una guerra contro i frontalieri – aggiunge –. Stranamente però davanti a grosse aziende che pagano parecchie centinaia di migliaia di franchi di imposte (anche alla fonte) gli stessi tacciono e anzi… vanno a braccetto brindando allegramente con queste aziende”.

Dunque, conclude Fonio, “invece di parlare di preoccuparsi della cadrega e attaccare duramente una persona, semplicemente perché ha posto delle domande, si diano delle risposte ai suoi (legittimi) quesiti. Cosa ne pensa la deputata al nazionale chiassese che sollecita un nuovo mandato di realtà aziendali come la Bravofly?”

La nota stampa dell’OCST

Ancora una volta alla concretizzazione di una riforma della politica retributiva dei dipendenti e dei docenti (in corso dal 1996), il Governo ha preferito misure “tampone” che hanno come principale effetto di penalizzare le retribuzioni e l’occupazione. Di questo si tratta se guardiamo alle scelte fatte e alla decisione di non varare il messaggio sulla revisione della Legge sugli stipendi e la nuova classificazione delle funzioni e la relativa scala dei salari.

Quattro sono le misure sul personale nel 2016:

1)    Riduzione di 50 posti di lavoro nell’Amministrazione cantonale;

2)    Allineamento delle date degli scatti salariali automatici al 1. gennaio di ogni anno (i docenti come finora al 1. settembre);

3)    Sospensione degli avanzamenti di carriera e degli scatti salariali annuali fino al 1.1.2017, al 1.1.2018 (per gli scatti maturati nella seconda metà del 2016) e al 1.9.2017 per i docenti;

4)    La riduzione dello stipendio dello 0,5% per i dipendenti che sono al massimo della carriera.

Secondo il sindacato queste misure sono discriminatorie e introducono elementi di disparità di trattamento: l’effetto della sospensione degli scatti annuali è infatti da tre a quattro volte superiore rispetto a quello causato dalla riduzione dello 0,5% dello stipendio massimo (per esempio, l’impatto mensile della sospensione degli scatti annuali nella classe 30 è di quasi 160 Fr., quello della riduzione dello 0,5% è solo di poco più di 45 Fr.).

Esse saranno applicate nel 2016 e nel 2017 e avranno effetti definitivi che continueranno nel tempo. In sostanza si tradurranno in una riduzione reale dei salari con una diminuzione della spesa per il personale prevista nel preventivo 2016 pari a quasi il 4%!

Le misure di risparmio applicate quest’anno non sono che le ultime di una lunga serie: contributi di risanamento o di «solidarietà» nel 1998, 1999, 2005 e 2006; blocco degli scatti nel 1997, 1999 e nel 2005; riduzione di due classi di stipendio ai docenti, del 3% agli impiegati neoassunti (poi rimborsata a seguito di una sentenza del Tribunale cantonale) e del 20% ai supplenti; blocco degli avanzamenti in classe alternativa e tra parentesi nel 2014; per sette anni tagli al carovita, aumento di un’ora settimanale d’insegnamento ai docenti, riduzione degli sgravi orari per i docenti nel 2014; soppressione del diritto all’indennità di famiglia nel 2015.

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