Il municipale ha anche ricordato il passato sportivo del sindaco: capitano della Pallanuoto Lugano e giocatore della Nazionale negli anni settanta
AGNO – Dopo 32 anni di Municipio, venti dei quali da sindaco, Mauro Frischknecht, architetto, classe 1945, lascia il suo impegno politico ad Agno. È stato festeggiato ieri sera dalla sezione PLR, presenti il presidente cantonale Rocco Cattaneo, quello distrettuale, Valentino Benicchio, e il ministro Christian Vitta. Il municipale Thierry Morotti, sul quale il PLR punta per la successione alla poltrona di sindaco, ha rievocato l’impegno di Frischknecht per il suo Comune. Senza trascurare i suoi trascorsi sportivi: fu capitano della Pallanuoto Lugano e giocatore della Nazionale negli anni settanta.
Morotti ha elogiato “l’Impegno, la dedizione, l’umiltà e la competenza” di Frischknecht “a favore del nostro Comune e del nostro Esecutivo, al quale ha dedicato ben 32 anni: dapprima quale municipale dal 1984 al 1992, successivamente quale vicesindaco fino al 1996, e da allora fino ad oggi quale sindaco”.
“Dedicarsi così a lungo a favore della comunità, con quanto comporta a livello di lavoro, di tempo e pure di sacrificio – ha aggiunto - significa amarla e servirla per promuovere quel bene comune che rimane in fondo lo scopo principale della stessa azione politica”.
Poi ha ricordato le parole con cui il sindaco aveva riassunto in un’intervista il significato del fare politica: “Significa rappresentare la propria comunità e non giocare sulla pelle degli altri, significa saper mettere la faccia per difendere il proprio territorio senza danneggiare nessuno, significa avere rispetto del bene comune, anche di coloro che non la pensano come te, a prescindere da fede politica e religiosa”.
E, al di là delle realizzazioni e delle opere concrete che hanno segnato questi anni, Morotti ha sottolineato il lavoro quotidiano di Frischknecht: “Un impegno intessuto di contatti, relazioni, discussioni, incontri, riunioni, sopralluoghi, preoccupazioni, riflessioni, studio ed esame di molteplici e talora complessi dossiers. Una strada anche di ascolto, di confronto, di decisioni, lungo la quale, accanto a meritate soddisfazioni, non sono certamente mancate alcune amarezze, perché non sempre impegno e dedizione per gli altri e per la cosa pubblica, hanno quale riscontro un’adeguata comprensione!”.