Fiorenzo Dadò e diversi Gran Consiglieri di tutti i partiti vogliono un giro di vite: "Un’azione più incisiva del Consiglio di Stato a favore dell’interesse pubblico appare necessaria"
di Fiorenzo Dadò*
Dando seguito alla mozione Regazzi del 3 aprile 2000 che chiedeva una regolamentazione severa dell’uso delle motoslitte, il Consiglio di Stato ha proposto di gettare le basi legali, per poter in seguito emanare un regolamento, nella Legge cantonale di applicazione della Legge sulla protezione dell’ambiente. Il Gran Consiglio ha approvato tale proposta il 24 marzo 2004 osservando nel rapporto di maggioranza (Nr. 4998, cifra 4.12) che “la Commissione ritiene importante che il regolamento preveda un disciplinamento restrittivo, limitando in particolare l’uso delle motoslitte agli stretti reali bisogni della collettività”.
L’attuale Regolamento sulle slitte a motore, sui veicoli per la preparazione delle piste e sulla circolazione fuori strada del 2008 disattende a nostro avviso questa volontà del Gran Consiglio in quanto consente un regime praticamente incontrollato di deroghe da parte dei comuni per l’uso a scopi privati di motoslitte. A peggiorare la situazione interviene la carenza di controlli sul rispetto delle condizioni delle autorizzazioni eccezionali per l’uso delle motoslitte.
Su entrambi i piani, quello della regolamentazione e quello dell’applicazione, un’azione più incisiva del Consiglio di Stato a favore dell’interesse pubblico appare pertanto necessaria.
Una regolamentazione più precisa (e restrittiva) dovrebbe garantire da una parte un’applicazione più uniforme del diritto, in particolare anche di quello federale a tutela delle specie sensibili, di quanto consenta una delega dei permessi eccezionali ai comuni senza controlli da parte dell’amministrazione cantonale. Mentre ad esempio l’Ufficio caccia e pesca (UCP) conosce i luoghi sensibili in cui stazionano gli animali in inverno e che quindi vanno sottratti a disturbo, queste conoscenze mancano per lo più alle amministrazioni comunali. Inoltre il regolamento vigente appare poco preciso sui presupposti che i comuni devono rispettare con le loro autorizzazioni eccezionali per l’uso delle motoslitte. Se è vero che le deroghe non possono essere concesse a titolo generale ma solo per determinate tratte e per motivi validi, ci vorrebbe una regola più restrittiva sui motivi riconoscibili e soprattutto sulla definizione univoca della tratta la cui percorrenza è concessa per raggiungere uno stabile discosto.
In tal modo si toglierebbe la giustificazione all’infinità di percorsi teoricamente possibili e quindi al disturbo su superfici molto più estese di quelle strettamente necessarie al perseguimento dello scopo.
Gli animali di montagna, notoriamente, fanno fronte a disturbi noti, ritirandosi per quanto possibile in spazi indisturbati. Se però devono far fronte a disturbi imprevisti poiché provenienti da svariati posti, finiscono per perdere gran parte del loro spazio vitale. Analogamente a quanto accade per le licenze edilizie, rilasciate sì dai comuni, ma col vincolo del preavviso cantonale per quanto attiene all’applicazione del diritto federale, anche le autorizzazione eccezionali andrebbero sottoposte a tal verifica in quanto non si può pretendere dai comuni, spesso piccoli comuni di montagna con risorse limitate, che conoscano tanto le norme federali quanto i territori sensibili ai disturbi alla fauna.
Così ad esempio un’autorizzazione eccezionale, se giustificata nel principio, potrebbe essere assoggettata al cambiamento del percorso, se quello richiesto dovesse creare disturbi eccessivi in base alle conoscenze dell’UCP.
Dall’altra parte ci vorrebbero maggiori verifiche sull’uso delle motoslitte e sanzioni più severe tra cui l’applicazione (già oggi possibile) della revoca dell’autorizzazione in caso di infrazioni. Autorizzazioni eccezionali condizionate a percorsi e tempi definiti, faciliterebbero enormemente il controllo in quanto ad esempio per verificare l’accesso a zone non ammesse alle motoslitte basterebbe in molti casi seguire le tracce e non bisognerebbe necessariamente cogliere i conducenti direttamente sul fatto.
Con la seguente mozione chiediamo al Consiglio di Stato di modificare il regolamento sull’impiego delle motoslitte per adeguarlo maggiormente alla volontà già espressa nel 2004 dal Gran Consiglio, prevendendo in modo più restrittivo e preciso autorizzazioni eccezionali per il loro uso fuori strada (solo su percorsi predefiniti e con un controllo cantonale delle autorizzazioni eccezionali comunali) come pure di intensificare i controlli per scoraggiare gli abusi.
*capogruppo PPD
Coofirmatari: Michela Delcò Petralli, Amanda Rückert, Lara Filippini, Gina La Mantia, Marco Passalia, Walter Gianora, Henrik Bang, Francesco Maggi, Germano Mattei