POLITICA E POTERE
Locarno rovente, Cotti smorza le polemiche: "Basta parlare di San Carlo e Polizia. Parliamo di turismo, di cultura, delle pantofole che dobbiamo levarci tutti, del futuro di questa città"
Il municipale pipidino: "Uniamoci intorno alle numerose opportunità di sviluppo di questa magnifica regione. Andiamo avanti, con forza, insieme!”

LOCARNO – Dopo il “caso San Carlo”, la polemica lanciata dal Partito socialista sulla gestione della polizia comunale (con pesanti accuse al comandante Silvano Stern e alla maggioranza municipale) sta infiammando la campagna elettorale locarnese. Prima il j’accuse del PS, poi la replica del Municipio in difesa del comandante, pochi giorni dopo un nuovo siluro socialista e la replica del capodicastero sicurezza, Niccolò Salvioni… Sul clima rovente si innesta oggi l’appello, lanciato su Facebook, dal municipale pipidino Giuseppe Cotti, che scrive: “Le polemiche sono parte di ogni campagna elettorale, ma per favore basta parlare solo di polizia e di San Carlo. Andiamo oltre. Le questioni irrisolte sul tavolo e le opportunità per il Locarnese sono tante”.

Utilizziamo questo ultimo scorcio di campagna elettorale, aggiunge Cotti, “per dibattere di turismo, delle pantofole che dobbiamo levarci tutti, della necessità di unire le forze intorno a un progetto culturale condiviso. La sindaco di Zurigo ha recentemente osservato che le persone vanno a vivere nelle città più cool – e questa qualità dipende in larga parte dall'offerta culturale. Pensiamoci. Parliamo del cuore di questa città, Piazza Grande. Riprendiamo il progetto Snozzi e/o approfondiamo l'idea di inserirci una fontana, sullo stile di Piazza Federale, e facciamola vivere tutto l'anno attraverso l'aiuto delle numerose associazioni giovanili e culturali presenti sul nostro territorio (spettacoli di artisti di strada, musica live, eccetera). Pensiamo al Castello, che merita una maggiore valorizzazione e sul quale un gruppo di lavoro è stato attivato.
Riflettiamo non da ultimo sulla scuola, sul sempre più difficile compito dei docenti, ai quali oggi chiediamo non solo di insegnare, ma anche di educare e crescere i nostri figlia.
Discutiamo sull'idea di inserire l'orario prolungato nella scuola dell'infanzia (dalle 7 alle 19) per stare vicino alle famiglie. Parliamo di questo e altro. Uniamoci intorno alle numerose opportunità di sviluppo di questa magnifica regione. Andiamo avanti, con forza, insieme!”.

red

 

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