POLITICA E POTERE
Gli Enti locali bacchettano il sindaco di Pollegio per i mandati al cognato Igor Righini. "Non può 'difenderli' in Consiglio comunale". Collisione di interessi, ma nessuna sanzione. E il Municipio dovrà pubblicare la lista delle commesse pubbliche
I casi erano stati segnalati in primavera dal consigliere comunale leghista Augusto Simoni. Il sindaco Mercoli si è difeso sostenendo di aver sempre agito in buona fede
POLLEGIO - Il sindaco di Pollegio, John Mercoli, dovrà in futuro astenersi dal “difendere” in Consiglio comunale i messaggi relativi ad opere progettate da suo cognato. Lo ha stabilito la Sezione degli enti locali con una decisione emanata a metà giugno. La notizia, riferita oggi dal sito mattinonline, ha una certa rilevanza in quanto il cognato del sindaco, eletto nella lista del PS, è il presidente del Partito socialista, Igor Righini, che di professione fa l’architetto, e abita a Pollegio. Ci siamo dunque procurati la decisione degli Enti locali per capire la portata del caso.

Caso che è stato segnalato al Cantone in primavera dal consigliere comunale leghista Augusto Simoni, il quale accusava Mercoli di ripetute violazioni della Legge organica comunale. In particolare, appunto, di essere intervenuto in Consiglio comunale a sostegno di messaggi municipali relativi a opere pubbliche progettate da Righini. Come esempio, Simoni segnalava la richiesta di credito per la ristrutturazione della scuola dell’infanzia.

Il sindaco si è difeso sostenendo di aver sempre agito in buona fede e non per interesse personale, e di essere intervenuto semplicemente a nome del Municipio. Ma gli Enti locali hanno stabilito che in futuro non dovrà più farlo.

“È vero che il sindaco e il capo dicastero devono farsi ‘semplicemente’ portavoce della posizione già assunta dal collegio municipale o della sua maggioranza – si legge nella decisione -. Nondimeno, se un membro di un Municipio è in una situazione di collisione di interessi per quanto attiene all’oggetto di un messaggio municipale, egli deve ragionevolmente astenersi dall’esprimersi in merito in seduta di Legislativo ed evitare di contribuire al dibattito. La difesa dei messaggi municipali deve piuttosto essere assunta da altri membri. La situazione descritta dall’istante – confermata dal Municipio e dallo stesso sindaco non è quindi in linea con questa modalità di comportamento, quand’anche si tratti di una prassi in auge a Pollegio a quanto sembra mai contestata da nessuno”.

Insomma, una violazione dell’articolo sulla collisione di interessi c’è stata. Ma non tale da sfociare in sanzioni nei confronti del sindaco.

“Non si ritiene siano dati i presupposti per interventi più incisivi – scrive la Sezione enti locali -. Le risoluzioni in questione sono infatti cresciute in giudicato e non risulta neppure che siano state contestate in seduta di Consiglio comunale o tramite ricorso”.

Il caso si è dunque chiuso con un semplice richiamo. Così come sulla seconda instanza presentata da Simoni, che riguardava la mancata pubblicazione da parte del Municipio di Pollegio della lista dei mandati diretti. L’elenco delle commesse pubbliche va infatti reso pubblico, anche se nessun cittadino lo richiede, sulla base di una legge risalente al 2001. Eppure ci sono comuni che ancora non si sono adeguati.

“Il Municipio – si legge nella decisione degli Enti locali - ammette di non aver mai pubblicato la lista dei mandati e di essersi ora attivato per l’acquisto di un programma informatico che gli permetterà di adempiere a tale formalità a partire dal corrente anno”.

La Sezione ha però ordinato al Municipio di pubblicare anche, retroattivamente, i mandati attribuiti nel 2015.

emmebi
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