Intervista al Municipale leghista che fa anche un po' autocritica: "Di cose ne abbiamo sbagliate un po' tutti. È evidente che qualcosa è andato storto. D'altra parte quando nomine di questo genere si trasformano in una battaglia politica, questo è già un grande errore"

LUGANO - "IL PLR non ha vinto proprio niente e quindi ha poco da cantar vittoria". Lorenzo Quadri ribatte per le rime alle cannonate contro la Lega arrivate oggi attraverso Opinione Liberale (leggi articolo correlato). Il tema, manco a dirlo, le mancate nomine nel Consiglio direttivo del LAC. Ma in questa intervista, il municipale leghista, non si sottrae all'autocritica e, guardando al futuro, indica la sua soluzione per sbrogliare la matassa: niente politici o ex al LAC. Niente Masoni, dunque, ma neppure Pesenti.
"Leggo che secondo il PLR - afferma il municipale leghista ai microfoni di Liberatv - il LAC è loro, quindi nessuno ci può mettere becco. Confermano dunque che tutta questa sceneggiata poco dignitosa che hanno messo in piedi è finalizzata unicamente all'eterna cadregopoli liberale radicale. Secondo il motto: mai mollare una poltrona, per principio".
"Con la sua strategia - aggiunge Quadri - il PLR ha mancato tutti i suoi obbiettivi. Giovanna Masoni non è stata eletta. E ora il LAC sarà gestito direttamente dal Municipio, cioè l'organo più politico che ci sia. Per chi diceva "via la politica dal LAC", non è certo un gran risultato. Sono riusciti a congelare l'ente autonomo che tutti volevano. Contenti loro, contenti tutti. Trovo anche di uno squallore indicibile l'esultanza del gruppo PLR in Consiglio Comunale quando è stato comunicato il voto che ha sancito il nulla di fatto. Se un partito delle dimensioni del PLR esulta perché il Legislativo non riesce a fare i compiti dopo ore di discussione, siamo messi bene…"
A Quadri rivolgiamo l'obiezione che molti hanno fatto alla Lega in questi giorni: dopo tante cannonate sul LAC perché fare questa battaglia? E se Masoni è un ex politica lo è anche Patrizia Pesenti: e quindi come la mettiamo? "Dal punto di vista politico la Lega e il PLR hanno una visione differente sulle modalità con cui gestire la cultura. Noi vogliamo una cultura che porti indotto e volevamo una chiara discontinuità con il passato. I liberali invece, proponendo ostinatamente Giovanna Masoni, volevano la continuità con al gestione passata e per ottenerla puntavano ad influenzare la politica culturale grazie alla presenza dell'ex municipale nel Consiglio direttivo del LAC".
"Quanto a Pesenti - argomenta ancora Quadri - è certo una ex politica anche se non direttamente coinvolta nelle vicende luganesi. Inoltre il suo profilo ci permetteva di allargare i contatti con la Svizzera tedesca, lavorando lei attualmente per un grande gruppo editoriale a Zurigo".
Quanto al futuro il municipale della Lega non si sbilancia, anche se qualcosa lascia intendere. "Personalmente sono d'accordo con la linea "niente politici o ex al LAC". Ma allora via tutti, compresa Giovanna Masoni, che non alcun requisito culturale per sedere nell'Ente autonomo. La mia speranza è che chi sarà chiamato a fare un passo indietro, lo faccia con buon senso".
Quadri non si tira indietro neanche sull'autocritica: "Di cose ne abbiamo sbagliate un po' tutti. È evidente che qualcosa è andato storto. D'altra parte quando nomine di questo genere si trasformano in una battaglia politica, questo è già un grande errore".
"Io sono in Municipio da 8 anni - conclude il municipale - e non ho mai visto una sceneggiata del genere. Uno spettacolo davvero indecoroso. Che il Consiglio di Lugano perda 5 o 6 ore per discutere di cadreghe, peraltro di scarsa importanza, e alla fine giunga a una non decisione, mi pare abbastanza squallido. Non è sicuramente questo il principale problema di Lugano"