Visto che da più parti si sono sottolineati gli ingenti costi necessari per rivitalizzare gli edifici dismessi, e appurati l’altrettanto importante necessità e utilità di evitare di abbandonare al loro destino aree ora desuete come anche l’ampia condivisione politica che si è creata attorno all’idea di rianimare gli edifici industriali dismessi tramite progetti di interesse pubblico, economico o sociale, con l’iniziativa parlamentare si propone l’introduzione di incentivi finanziari per sostenere sia lavori di diagnosi e studi di fattibilità sui progetti di rivitalizzazione, sia parte dei costi di ristrutturazione e degli investimenti materiali necessari per l’avvio dell’attività. Oltre alle necessarie modifiche legislative, andrebbe stanziato un credito quadro – indicativamente di una decina di milioni – e definiti in maniera precisa i criteri di accesso, che dovranno evidentemente tenere conto delle priorità, delle opportunità, delle esigenze e delle strategie definite a livello regionale e cantonale. A mente degli iniziativisti, dovrebbero infatti beneficiare di incentivi finanziari unicamente i progetti di interesse pubblico regionale o cantonale, integrati nei piani di sviluppo e nelle strategie di sviluppo regionali o cantonali, che portino benefici socio-economici (recupero e rilancio degli edifici con nuove destinazioni, posti di lavoro, insediamenti, attività economiche, sociali o culturali) e territoriali (estetica, protezione, razionalizzazione e valorizzazione del territorio).