L'ex presidente del PS fa una severa e appassionata autocritica dopo il trionfo di The Donald alle presidenziali americane: "È stata anche una nostra enorme responsabilità quella di aver fatto nostre le logiche volute e imposte dal mercato globale. Ora bisogna rimboccarsi le maniche"

BELLINZONA - Una lunga analisi che è soprattutto una severa e appassionata autocritica verso la sua area politica: la sinistra. Anna Biscossa, in un articolo pubblicato sulla Regione, mette il dito nella piaga e con lucidità fa i conti con la nuova situazione politica prodotta dall'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca.
Una elezione che, secondo quanto scrive l'ex presidente del PS, "spalancherà la porta e spianerà le strade a tutti i populismi, i razzismi e le scelte di chiusura che si stanno da tempo manifestando nei diversi Paesi del mondo, contribuendo a creare radicalizzazioni di tutti i tipi, violenze gravissime e gratuite, confronti e scontri (che sarebbe forse giusto chiamare guerre) capaci di provocare sofferenze infinite!"
Questa la premessa per "fare qualche ragionamento sulle cause di questo voto statunitense e soprattutto sulle responsabilità politiche che soggiacciono a tali scelte".
Biscossa - nel suo pezzo sulla Regione di cui qui vi proponiamo una sintesi e che vi invitiamo a leggere per esteso sul quotidiano bellinzonese - va dritta al punto sulle responsabilità della sinistra "che non ha voluto o, meglio, saputo opporsi con forza al liberismo, accontentandosi di cercare strategie per accompagnare e tentare di attenuare gli effetti dirompenti e devastanti di un mercato globale privo di qualsiasi regola".
"Abbiamo peccato di arroganza - affonda l'ex presidente - pensando di poter influenzare, regolare e farci amico il mercato globale e, nel contempo, ci siamo chiusi nella convinzione che la correttezza politica fosse condizione necessaria e sufficiente per assegnarci un ruolo importante nella conduzione politica. E in troppi casi lì ci siamo fermati! Dimenticandoci di ascoltare, non solo con le orecchie ma anche con la pelle e il cuore, le richieste, le esigenze, le paure, i timori presenti nella società e soprattutto tra coloro che da sempre abbiamo rappresentato o avremmo dovuto sentire il dovere di rappresentare e cioè i lavoratori, i falsi autonomi, i disoccupati e i sottoccupati e recentemente anche una classe media sempre più povera".
"È stata anche una nostra enorme responsabilità - argomenta ancora Biscossa - quella di aver fatto nostre le logiche volute e imposte dal mercato globale e che davvero hanno permesso ai governi di mettere le mani nelle tasche dei cittadini e cioè quelle logiche finanziarie che hanno di fatto, e continuano a farlo, fettina dopo fettina, cancellato i diritti universali delle cittadine, dei cittadini e dei territori per trasformare, quando va bene, gli stessi in servizi a pagamento, pubblici o privati che siano".
"Non abbiamo saputo - termina la sua dura analisi l'esponente socialista - proporre progetti credibili, capaci di dare speranza. E così facendo abbiamo lasciato campo libero ad altri nel confezionare soluzioni e dare spiegazioni sulle cause del crescente malessere sociale.
Ma l'ex leader socialista getta anche uno sguardo al futuro invitando la sinistra "a rimboccarsi le maniche e ritornare a fare quello che è sempre stato il nostro dovere, stando saldamente sul territorio, e non solo nei gremii politici"
E l'invito a riflettere e ad agire Biscossa lo rivolge anche "in casa liberale e tra i centristi! Per tentare di evitare, tutti insieme, errori laceranti da qui in avanti!"