POLITICA E POTERE
MASI senza Masoni. Dopo aver perso la poltrona al LAC, l'ex vicesindaco di Lugano deve cedere il posto anche nella fondazione del Museo d'arte. Al suo posto entra il responsabile del Dicastero cultura, Roberto Badaracco
Masoni sarebbe rimasta nella fondazione, visto che nei mesi scorsi ha fatto una battaglia per restare nel Consiglio direttivo del LAC, ma, ha spiegato Badaracco, "purtroppo non è stato possibile trovare una soluzione"
Foto: TiPress/Pablo Gianinazzi
LUGANO – L’ex vicesindaco di Lugano, Giovanna Masoni, non fa più parte dal Consiglio di fondazione del MASI, il Museo d'arte della Svizzera italiana. Al suo posto è subentrato il responsabile del Dicastero cultura, Roberto Badaracco, che ha preso il suo posto in Municipio.

Lo riferisce il Corriere del Ticino. La decisione è stata presa dal Municipio di Lugano per motivi tecnici, considerato che Masoni non è più alla guida del Dicastero cultura.

Masoni sarebbe rimasta volentieri nella fondazione, scrive il Corriere, visto che nei mesi scorsi ha fatto una battaglia per restare nel Consiglio direttivo del LAC, ma, ha spiegato Badaracco, "purtroppo non è stato possibile trovare una soluzione".

È stato anche valutato la possibilità di aumentare il numero di membri del Consiglio, ha aggiunto il ministro Manuele Bertoli, che siede nel Consiglio di fondazione del MASI, "ma saremmo stati in imbarazzo a proporre la modifica di un organigramma deciso meno di un anno e mezzo fa".

Il nuovo Consiglio è dunque composto, oltre che da Bertoli e Badaracco, dal direttore della Divisione cultura Sandro Rusconi, dalla presidente della Commissione scientifica, Gianna Mina, dal collezionista Giancarlo Olgiati, dal direttore della Divisione cultura di Lugano Lorenzo Sganzini, dalla curatrice Carmen Giménez, dall'avvocato Henry Peter e dalla rappresentante dell'associazione ProMuseo Rita Colombo.

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