Gli ecologisti: "La decisione del Governo non avrà effetti tangibili. Questa misura voluta dalla Lega e sostenuta dal PPD che pensavano di ingannare la popolazione facendo credere che con questa norma si possano risolvere i problemi di infiltrazioni malavitose e di dumping salariale”

“La decisione a maggioranza del Consiglio di Stato di abrogare l’obbligo del casellario giudiziario per l’ottenimento del permesso B - scrivono i Verdi - non avrà grandi effetti tangibili. Una misura questa voluta dalla Lega e sostenuta dal PPD che pensavano di ingannare la popolazione facendo credere che con questa norma si possano risolvere i problemi di infiltrazioni malavitose e di dumping salariale”.
"Grave, e poco serio l’atteggiamento dell’onorevole Gobbi - si legge ancora nella nota - che rompe in maniera violenta la collegialità all’interno del CdS. I Verdi del Ticino chiedono se davvero questa misura ha prodotto effetti tangibili? Oppure si tratta dell’ennesimo specchio per allodole per far credere che la Lega fa qualche cosa davvero per i ticinesi? Se si volesse migliorare le condizioni di accessibilità al mercato del lavoro per i ticinesi, si fisserebbero dei salari minimi decenti che permettano di vivere effettivamente in Svizzera. Se si volesse combattere la malavita e gli imprenditori disonesti lo stato si doterebbe di controllori in grado di verificare gli abusi sul mercato del lavoro e metterebbero a disposizione della magistratura le risorse necessarie a combattere la criminalità, quella vera”.
“I Verdi del Ticino - termina il comunicato - lanciano quindi un appello ai partiti di governo, sono queste le misure concrete di cui i ticinesi hanno bisogno. Senza questo tipo di misure saranno solo esercizi di stile o prove di celodurismo”.