L'architetto ticinese parla di politica e mostra parecchia disillusione sul futuro del Paese: "Non vedo nessuna forza convincente, né in Ticino né nel resto della Svizzera"

Giudizi trancianti da parte di un personaggio che non è solito parlare di politica. Mario Botta, in una lunga intervista rilasciata a Bilanz, ha voluto dire la sua sull’attualità del nostro Paese. A cominciare dalla successione di Didier Burkhalter: “Ignazio Cassis mi è sembrato una persona onesta e già questo non è male. Ma devo dire che non vedo nessuna forza convincente, né in Ticino né nel resto del Paese."
Una disillusione, con accenti di amarezza, che l’architetto ticinese esplicita con accenti ancora più chiari quando volge lo sguardo sulla Svizzera: "Sono fondamentalmente insoddisfatto dal mio Paese. Cinquant’anni fa, quando ero giovane, c'erano i sessantottini. Eravamo pieni di speranze, di obiettivi, di visioni. Allora non potevamo immaginarci che ci sarebbero state ancora guerre o correnti di migranti di dimensioni quasi bibliche. E adesso ci troviamo in mezzo a un mondo e a un'Europa in piena confusione. E la Svizzera? Ci è finita dentro, non ha più una sua identità. Quali sono oggi i valori che la Confederazione offre?"
"C'è la stabilità, è vero, ma mancano le prospettive, l’ispirazione. L'edonismo della società consumistica da solo non basta”, ha chiosato Botta.