POLITICA E POTERE
Il Consiglio di Stato ribadisce il suo "no" alla No Billag: "Un sì all'iniziativa penalizzerebbe fortemente il Ticino e segnerebbe un passaggio definitivo da un servizio pubblico a uno commerciale"
Il Governo, in una conferenza stampa a Palazzo delle Orsoline, torna in campo contro la proposta di abolizione del canone: "Se l’iniziativa fosse respinta a livello federale ma accolta nel nostro Cantone, è concreto il rischio che a medio termine possano verificarsi decisioni aziendali negative per la RSI e per le emittenti private del Cantone"
© Ti-Press / Samuel Golay
BELLINZONA - Il Consiglio di Stato ha presentato oggi – nel corso di una conferenza stampa a Bellinzona – la propria posizione sull’iniziativa popolare per l’abolizione del canone radio-televisivo. Il Governo ticinese invita le cittadine e i cittadini a respingere una proposta che penalizzerebbe fortemente le regioni periferiche e le minoranze linguistiche come il Cantone Ticino, segnando il passaggio definitivo da una logica di servizio pubblico a una commerciale.

 

Il Consiglio di Stato ha anzitutto ricordato che il principio di un canone radio-televisivo risponde fedelmente alle indicazioni della Costituzione, che con il concetto di servizio pubblico descrive un contributo all’istruzione, allo sviluppo culturale e alla libera formazione delle opinioni. Il canone, secondo l’attuale impostazione, garantisce inoltre che le minoranze linguistiche e culturali, come quella svizzero-italiana, siano equamente rappresentate nell’offerta radio-televisiva nazionale.

 

A questo proposito, il Governo ha invitato a non dimenticare che il sistema in vigore assegna alla RSI ben il 22% delle risorse, a fronte di appena il 4% della popolazione della Svizzera italiana. Per quanto riguarda la sola RSI, questo impegno si traduce in oltre un migliaio di collaboratori a tempo pieno e in un valore aggiunto di circa 213 milioni di franchi all’anno per l’economia della Svizzera italiana. Circa 40 milioni sono destinati all’acquisto di beni e servizi da 850 fornitori locali.

 

Il Governo ha infine riaffermato la propria preoccupazione in vista di uno dei possibili esiti della consultazione del 4 marzo 2018: se l’iniziativa fosse respinta a livello federale ma accolta nel nostro Cantone, è concreto il rischio che a medio termine possano verificarsi decisioni aziendali negative per la RSI e per le emittenti private del Cantone. Un segnale di disaffezione da parte della cittadinanza ticinese potrebbe infatti portare al ridimensionamento di realtà di primo piano per l’economia e le attività culturali nel Cantone.

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

PANE E VINO

La Fontana nel calice: territorio, storie, accoglienza

08 GIUGNO 2026
PANE E VINO

Il Merlot del Ticino festeggia i 120 anni. E Angelo Trotta è ambasciatore del 'Quattromani'

05 GIUGNO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

LAC en plein air torna, più ricco e rinnovato

04 GIUGNO 2026
LETTURE

“Classiche motoristiche in Ticino e nei Grigioni e storia del rally in Ticino”, l’archivio vivo dei motori

04 GIUGNO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Nasce “Monti Motti Bike”, il nuovo paradiso della mountain bike

03 GIUGNO 2026
SINDACATO E SOCIETÀ

Licenziati otto agenti Securitas a Chiasso, OCST: "Non esisteva possibilità di ricollocamento?"

02 GIUGNO 2026
LiberaTV+

LISCIO E MACCHIATO

Crans-Montana, il retroscena: tra Italia e Svizzera son volati gli stracci

26 FEBBRAIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

"Berna ci frega con gli ucraini!". E De Rosa e i paletti sui ristorni

18 MAGGIO 2026
ENIGMA

Xi Jinping si è "cucinato" Trump?

17 MAGGIO 2026