Politica e Potere
20.10.2018 - 05:210

Camera di commercio in assemblea, il presidente Glauco Martinetti: "Libertà economica e stabilità, principi che creano ricchezza e prosperità"

Alla presenza di circa 400 partecipanti tra imprenditori, rappresentanti di associazioni di categoria, autorità federali, cantonali e comunali si è svolta la 101° Assemblea Generale Ordinaria della Camera ticinese di commercio

LOCARNO – Alla presenza di circa 400 partecipanti tra imprenditori, rappresentanti di associazioni di categoria, autorità federali, cantonali e comunali si è svolta la 101° Assemblea Generale Ordinaria della Camera ticinese di commercio. Ad intervenire, a seguito dei lavori assembleari, sono stati il Presidente Cc-Ti, Glauco Martinetti, il Consigliere di Stato Christian Vitta e il Consigliere federale Ignazio Cassis – intervistato dal Direttore della Camera, Luca Albertoni.

La necessità dell’equilibrio per la tutela della libertà imprenditoriale

Il Presidente Martinetti ha aperto il suo discorso ricordando quei valori tipicamente svizzeri in cui la Cc-Ti crede fermamente e su cui si basa nella sua attività a sostegno delle aziende.

Un tessuto economico ticinese che, nel corso del tempo, ha saputo evolvere ed innovare in modo dinamico, restando competitivo nonostante l’accresciuta concorrenza e le numerose pressioni internazionali, a testimonianza di un sistema solido e funzionante. Caposaldo imprescindibile di quest’ultimo è la libertà economica - sancita dall’art. 27 della Costituzione - che, insieme ad altri diritti come quelli del rispetto della proprietà privata e del principio di legalità, permette di garantire la stabilità di un sistema che crea ricchezza e prosperità per la società.

Il contesto di iper-regolamentazione e burocratizzazione, così come le minacce alla certezza del diritto e l’insorgere di pratiche eccessivamente protezionistiche costituiscono però fonti di preoccupazione perché non servono alla legittima difesa dei diritti svizzeri e nuocciono al sistema liberale e alla facilità di fare impresa, elementi caratteristici del successo elvetico. È quindi necessario, secondo Martinetti, stabilire un migliore equilibrio nel contesto di regole e controlli, affinché questi siano efficaci senza ostacolare inutilmente l’attività imprenditoriale.

Dialogo, serietà, apertura e una visione collaborativa e costruttiva sono elementi in cui la CcTi ha sempre creduto ed è con questo spirito aperto e propositivo che intende affrontare il futuro per rafforzare il tessuto economico ticinese e affrontare in modo costruttivo ed effettivo i problemi posti dalle numerose e rapide trasformazioni della realtà socioeconomica cantonale, ha concluso il presidente.

L’importanza del dialogo e della collaborazione nell’affrontare le sfide future

Sull’importanza del lavoro di squadra, del dialogo e della collaborazione tra istituzioni, associazioni economiche e partner sociali, si è concentrato anche il Consigliere di Stato Christian Vitta. Il Direttore del Dipartimento della finanze e dell’economia (DFE) ha sottolineato l’importanza di intensificare questa collaborazione per consolidare delle condizioni quadro favorevoli alla crescita e all’innovazione.

Il Consigliere di Stato si è inoltre soffermato su alcune delle sfide future che il Cantone Ticino dovrà affrontare: dal mercato del lavoro alla digitalizzazione, dalla fiscalità alla politica dell’innovazione, al rafforzamento delle relazioni economiche con il Nord delle Alpi.

Relazioni con l’Europa ed apertura

I lavori assembleari si sono conclusi con un intervento del Consigliere federale Ignazio Cassis, sollecitato su temi di attualità dal Direttore della Cc-Ti, Luca Albertoni. Il capo del DFAE ha confermato la necessità dell’apertura e del dialogo costruttivo quale atout per la difesa degli interessi svizzeri sia a livello nazionale che internazionale, in un contesto spesso complesso ed intricato. E’ stato tematizzato anche lo stato dei lavori di un possibile accordo-quadro fra svizzera e Unione europea. Sul piano più personale, Ignazio Cassis ha parlato del suo primo anno in Consiglio federale, sottolineando la gioia, la passione e l’intuito necessari per svolgere al meglio una funzione dalle mille sfaccettature.

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