Politica e Potere
17.12.2018 - 22:540

Lugano cartoons: la tassa sul sacco passa ma spacca. Boris Bignasca 'gioca' su Re Giovanni nemico di Robin Hood. Karin Valenzano: "Ora Asterix e Obelix sapranno dove buttare le ossa di cinghiale"

Il sindaco Marco Borradori: "Anche la Lega dovrebbe lasciarsi alle spalle un periodo in cui la tassa sul sacco ha sicuramente significato qualcosa”

LUGANO – Per il sindaco, Marco Borradori, quella di questa sera, in Consiglio comunale, è stata una votazione storica: dopo anni di polemiche e di battaglie, Lugano ha introdotto la tassa sui rifiuti.

 

Ma la Lega ha rivendicato la battaglia storica del movimento contro “il fetido balzello”, e il capogruppo Boris Bignasca ha criticato il “gioco infinito a tartassare cittadini e imprese” da parte delle autorità pubbliche.

 

E sul suo profilo Facebook ha postato un commento con l’immagine di Re Giovanni Senzaterra - tratta dal cartoon di Walt Disney – storico nemico di Robin Hood: “Che bravi! Che bel regalo di Natale alle famiglie luganesi. Dopo l’aumento del moltiplicatore, l’aumento del costo dei posteggi, la chiusura dei WC, le lastre del LAC che cadono a pezzi... ora arriva anche la tassa sul sacco. Nonostante i luganesi si siano opposti con oltre il 64% a questa ulteriore tassa.  E passeranno tutti alla cassa, anche gli esercizi pubblici, gli ospedali e i campeggi...”.

 

 

Sul fronte opposto il sindaco Borradori, che ha detto: “Lugano merita molto di più che spaccarsi su un tema come la tassa sul sacco. Sciupare così le energie migliori è un grande peccato. Anche la Lega dovrebbe lasciarsi alle spalle un periodo in cui la tassa sul sacco ha sicuramente significato qualcosa”.

 

Sulla stessa linea la capogruppo del PLR, Karin Valenzano Rossi, che ha diramato una nota dal titolo: “Il fetido balzello ha sconfitto i barbari gallici: Lugano accetta la tassa sul sacco”.

 

“Le tasse non piacciono a nessuno, lo sappiamo bene – si legge nella nota -. Questa scelta però non dipende da chi ha detto sì. È già stata fatta molti anni fa dal legislatore federale, quasi 20 anni fa, quando ha legiferato introducendo il concetto di "inquinatore-pagatore". L’ha ribadita poi anche il popolo ticinese con l’introduzione della tassa sul sacco cantonale nel 2017.

 

Il Consigliere di stato leghista, Claudio Zali, non ha lesinato espressioni di scherno, definendoci la “Città Gallica sulle rive del Ceresio”.

Ora Asterix e Obelix sapranno dove buttare le ossa di cinghiale o la bottiglietta di pozione magica.  Anche l’onorevole Foletti, nei suoi incontri con la Gestione, da anni lamenta la mancata introduzione della famigerata tassa sul sacco. È ora dunque di decidersi: o si sta al Governo o si fa opposizione. Non si può governare e nel contempo fare opposizione: il risultato è solo una grande confusione e un’instabilità istituzionale crescente.

Sappiamo bene che il Regolamento non è ancora perfetto, ma presenta parecchi margini di miglioramento, soprattutto per quelle persone che, senza aver diritto a prestazioni sociali particolari, fanno fatica a raggiungere ecopunti e ecocentri. Pensiamo in particolare agli anziani e a quegli esercizi pubblici discosti, che pagheranno in funzione dei posti a sedere autorizzati, anche se perlopiù non utilizzati. Invitiamo il Municipio a porvi rimedio nel breve termine. L’ente pubblico deve infatti essere un facilitatore e non un generatore di ostacoli.

Andremo nel mentre a neutralizzare “il fetido balzello” con la diminuzione di un punto percentuale del moltiplicatore”.

 

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