POLITICA E POTERE
In-Giustizia... Pantani e Quadri interrogano il Governo sul nuovo Tribunale penale federale: "Rispetta Costituzione e Cedu?"
Secondo i due consiglieri nazionali leghisti, “la nuova strutturazione del Tribunale Penale (Unico) Federale fa sorgere interrogativi, oltre che di procedura e di diritto costituzionale, anche per rapporto al rispetto della CEDU”
TiPress/Gabriele Putzu

BERNA - Nel corso dell’ultima sessione straordinaria delle Camere Federali, i consiglieri nazionali Roberta Pantani e Lorenzo Quadri hanno interrogato il Governo sulla neonata struttura del Tribunale Penale (Unico) Federale.

 

L’interrogativo — che sta già facendo discutere oltre Gottardo — nasce con l'entrata in vigore a partire dal 1° gennaio scorso dei lavori della Corte di appello penale, istituita all'interno del Tribunale Penale federale.

 

Obiettivo dell’istituzione della Corte di appello era quello di eliminare la grave disparità di trattamento che fino al 31 dicembre 2018 vigeva tra un normale procedimento penale gestito dai procuratori pubblici dei Cantoni (ad esempio per una violazione delle norme della circolazione) ed i procedimenti gestiti dai procuratori pubblici della Confederazione.

 

La Svizzera, Stato considerato civile e garantista, sino al 31 dicembre 2018 non garantiva infatti alcun rimedio di appello a chi veniva posto in stato di accusa dinnanzi al Tribunale Penale federale.

 

Anche se la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (“Diritto di ricorso in materia penale”), prevede già dal 1984 due gradi di giudizio indipendenti per ogni tipologia di procedimento penale.

 

Ora, la grave disparità di trattamento che sussisteva, è stata eliminata. I deputati Pantani e Quadri hanno tuttavia ancora delle riserve sulla questione a sapere se il nuovo Tribunale Penale Federale, nella sua strutturazione di “Tribunale Unico” con più Corti, una di primo grado ed una di appello, soddisfi i presupposti della procedura penale, della Costituzione Federale e della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

 

Secondo i due consiglieri nazionali leghisti, “la nuova strutturazione del Tribunale Penale (Unico) Federale fa sorgere interrogativi, oltre che di procedura e di diritto costituzionale, anche per rapporto al rispetto della CEDU”.

 

Chiedono quindi al Consiglio federale:

 

1. Nell'ambito dell'attuale strutturazione del Tribunale Penale (Unico) Federale-che vede incluse in un unico Tribunale, sia la Corte penale (di prime cure), che la Corte d'appello-soddisfano le due singole Corti i presupposti di imparzialità ed indipendenza di cui all'art. 30 della Costituzione federale e dell'art. 6 n. 1 CEDU?

 

2. La strutturazione attuale del Tribunale Penale (Unico) Federale, suddiviso in una Corte penale di prime cure ed una Corte d'appello-considerato anche il disposto di cui all'articolo 2 del Protocollo n. 7 alla CEDU-non rappresenta eventualmente una lesione del divieto di discriminazione ai sensi dell'articolo 14 CEDU (o dell'art. 8 della Costituzione federale), ritenuto che la procedura penale parrebbe invece pretendere che nelle giurisdizioni penali dei Cantoni (art. 22 CPP), tanto quanto nella giurisdizione penale della Confederazione (art. 23 e seg. CPP), venga implementata una netta distinzione tra Tribunale di primo grado (art. 19 CPP) ed il Tribunale d'appello (art. 21 CPP)?

 

3. Non ritiene il Consiglio Federale che l'istituzione di un "vero" Tribunale di Appello Penale Federale, disgiunto dalle prime cure in termini di localizzazione e risorse umane-come parrebbe pretendere l'art. 21 CPP-sarebbe stata una soluzione più consona?

 

Vedremo quindi cosa ne penserà il Consiglio Federale, e probabilmente un giorno anche i giudici di Strasburgo, visto che il Tribunale Federale di Losanna non è una Corte Costituzionale e che quindi non potrà giudicare della Costituzionalità della Legge federale (LOAP) che ha istituito la Corte di appello a Bellinzona.

 

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