Il consigliere nazionale alla neo collega: "Predicare local e rispettoso dell’ambiente e smentirsi già alla festa…”

BELLINZONA – Ma con che vino hanno festeggiato i Verdi la brillante elezione di Greta Gysin in Consiglio Nazionale? Il ‘là’ a questa disputa enopolitica nostrana l’ha data il deputato pipidino Marco Romano, pubblicando la foto della brindante neocollega con qualche frecciata: “Vino? Temo Prosecco: predicare local e rispettoso dell’ambiente e smentirsi già alla festa…”. Con una postilla: “Swisswine sa proporvi tanti prodotti con minore impatto ambientale”.
La replica di Gysin non si è fatta desiderare: “HELP! Visto che non lo conosce, aiuti anche tu Marco Romano a scoprire il fantastico mondo dei vini spumanti svizzeri? Ad esempio il sublime Blanc de blanc, di Gianfranco Chiesa della Vini Rovio, con cui domenica ho brindato in famiglia”.
Resta il dubbio sulla bottiglia che compare nella foto del brindisi, ma tant’è… Il tema è lanciato. Ed è da spunto anche per qualche riflessione su Facebook da parte del capogruppo pipidino in Gran Consiglio Maurizio Agustoni. Il post si intitola “La disfida del Prosecco”.
“La discussione su cosa abbiano bevuto i Verdi alla loro festa elettorale – scrive Agustoni - può sembrare un po’ ridicola, ma pone l’eterna questione della coerenza tra proclami e comportamenti. San Francesco diceva ai suoi frati: “predicate sempre il Vangelo e, se fosse necessario, anche con le parole!”, stabilendo così il primato dell’esempio sulla “predica”.
Non entro nel merito della “disfida del prosecco”, che mi sembra tutto sommato marginale.
Quando però vengo a sapere che un* candidat* dei Verdi, per riprendersi dalle fatiche della campagna elettorale, abbia preso (letteralmente) il volo non proprio dietro l’angolo (“bruciando” quindi l’equivalente di quello che occorre per riscaldare un appartamento per un anno), un po’ di amaro in bocca è inevitabile.
Tanto più che il WWF, quello del famoso ecorating, prescrive senza mezzi termini: “Rinunciare all'aereo è l'unica soluzione compatibile con il clima”. E se vale per il lavoro, figuriamoci per gli “svaghi”.
Insomma, se vogliamo evitare facili (e talvolta esagerati o immeritati) rimpoverì di ipocrisia e di incoerenza, la ricetta mi sembra abbastanza scontata: BUON SENSO nella teoria, BUONA VOLONTÀ nella pratica. Buona giornata e cin cin a tutti!”.