POLITICA E POTERE
Quadri contro l'ideologia gender a scuola: "Cosa ne pensano DECS e Bertoli?"
Il leghista non ha visto di buon occhio un esercizio proposto in una seconda media da una docente di tedesco. "Sfrutta la lezione di lingua per inculcare agli allievi la scemenza che un figlio può avere due madri"

BELLINZONA - Quello dell'ideologia gender è sempre stato un tema delicato. Come va approcciato a scuola? Lorenzo Quadri riporta un episodio accaduto in una scuola media, dove una docente di tedesco ha utilizzato in un esercizio una coppia di genitori omosessuali, attaccando "la scuola inclusiva vagheggiata da sinistra" e auspicando una interpellanza per capire cosa ne pensa il DECS.

"Quello che vedete sotto è l’estratto di un esercizio di tedesco assegnato ad una classe di seconda media in una scuola pubblica ticinese. Gli allievi stanno apprendendo i primi rudimenti della lingua di Goethe. E in che tipo di frase incappano dei ragazzini di 12 anni? In questa: “Wie heissen deine Eltern? Sie heissen Elsa und Emma”. Ovvero: “Come si chiamano i tuoi genitori? Si chiamano Elsa ed Emma”, si legge sul suo profilo Facebook e sul Mattino.

"Ecco dunque che il o la docente di turno pensa bene di sfruttare la lezione di tedesco per inculcare agli allievi la scemenza “gender” che un figlio può avere due madri (o due padri). E' questa la "scuola che verrà"? Cosa ne pensano i vertici DECS? Qui un'interpellanza ci starebbe tutta". 

E sul settimanale prosegue: "Quindi, non solo la scuola pubblica ticinese inculca a dei ragazzini che nemmeno sono entrati nell’adolescenza fandonie antiscientifiche su coppie omosessuali che possono generare figli, ma a questo scopo abusa addirittura delle lezioni di tedesco! Cosa ne pensa il direttore del DECS, Manuele Bertoli? Osiamo sperare che qualcuno interpellerà il governicchio al proposito, perché quanto accaduto è grave ed inaccettabile! È forse questa la “scuola inclusiva” vagheggiata dai sinistrati? Una scuola che racconta balle?".

Un attacco pesante, che non potrà che scatenare polemiche, in nome anche del politically correct. 

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