POLITICA E POTERE
Il Governo: niente elezioni suppletive per gli Stati
I ministri hanno deciso di non chiamare i ticinesi a designare chi dorà succedere a Marina Carobbio prima di ottobre

BELLINZONA - Il Consiglio di Stato non prevede d’indire elezioni complementari per occupare il seggio ticinese nel Consiglio degli Stati divenuto vacante con l’elezione di Marina Carobbio Guscetti in Consiglio di Stato. Il Governo, effettuata un’attenta ponderazione degli interessi e tenuto conto del principio di opportunità, ha scelto questo orientamento.  

Il Consiglio di Stato sottolinea anzitutto che la prima opzione disponibile per il primo turno dell’elezione complementare sarebbe stata domenica 11 giugno 2023, a condizione di convocare già domani le assemblee comunali e di assegnare un termine scadente il 17 aprile 2023 per la presentazione delle liste.  

Il secondo turno dell’elezione complementare non avrebbe poi potuto svolgersi prima del 3 settembre 2023, visto che la Legge impedisce di indire elezioni o votazioni nei mesi di luglio e agosto. Questi tempi tecnici avrebbero quindi reso impossibile completare la procedura prima dell’avvio della procedura di deposito delle candidature per le elezioni federali ordinarie: benché non sia espressamente vietata dalla Legge, il Governo ritiene inopportuna e problematica questa sovrapposizione tra queste due procedure che genererebbe confusione tra i cittadini.  

Nell’ipotesi in cui – nonostante le considerazioni precedenti – la scelta fosse stata di organizzare l’elezione complementare nei tempi descritti, va inoltre considerato il carico notevole sugli aventi diritto di voto, che sarebbero stati chiamati ad esprimersi sui membri del Consiglio degli Stati a quattro riprese in appena cinque mesi (11 giugno, 3 settembre, 22 ottobre e 19 novembre 2023).  

Il Consiglio di Stato ha poi tenuto conto del fatto che chi si fosse aggiudicato l’elezione complementare, in ogni caso, avrebbe potuto rappresentare il Ticino unicamente all’ultima sessione parlamentare della legislatura prevista tra l’11 e il 29 settembre 2023. Questa circostanza fa apparire ancora meno opportuni i costi e gli oneri amministrativi che l’elezione complementare avrebbe provocato a carico del Cantone e dei Comuni.  

Il Governo tiene infine a ricordare che la rinuncia a indire un’elezione complementare non è un evento straordinario a livello svizzero, anche per cariche elette su base cantonale. Alcuni Cantoni, ad esempio, si sono dotati di normative esplicite per evitare di organizzare elezioni complementari negli ultimi mesi di una Legislatura. A questo proposito il Governo intende proporre un aggiornamento della Legge sull’esercizio dei diritti politici (LEDP) volto a regolare esplicitamente situazioni eccezionali come quella in questione analogamente a quanto già previsto in altri Cantoni

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