POLITICA E POTERE
Asilanti e delinquenza, Galeazzi come Prosperini: "Barchéta, camel e turna a cà"
Il municipale di Lugano sulle orme dell’ex assessore lombardo. “Episodi di delinquenza sempre più frequenti sono il segno che qualcosa intorno a noi sta cambiando. E gli agenti di Polizia andrebbero maggiormente supportati”
TiPress/Francesca Agosta

di Tiziano Galeazzi *

Due cittadini stranieri richiedenti asilo sono finiti in manette il mese scorso per presunti reati attinenti la sfera intima di una minorenne sulla tratta ferroviaria Lugano-Mendrisio. Sempre lo scorso ottobre altri due richiedenti asilo, hanno fermato e molestato una ragazza un pomeriggio in centro a Lugano, che fortunatamente è riuscita a fuggire alle loro "attenzioni".

Sono solo alcuni fatti di cronaca capitati nelle ultime settimane, e stanno a significare che qualcosa sta cambiando intorno a noi. Basti osservare quanto sta succedendo nella vicina Italia per capire che il rischio di uno spostamento pericoloso verso i nostri confini potrebbe avverarsi nel breve-medio periodo. Con questi flussi di persone, ovviamente, non mancheranno ulteriori atti di violenza e di disordine pubblico. 

Dunque, non solo nella vicina Chiasso, il problema si potrebbe allargare anche ad altri centri, tra i quali Lugano. Quest’ultima è ritenuta, ad oggi, una città, sicura e ne siamo contenti.So benissimo che si sta facendo tanto per la sicurezza, ma non va abbassata la guardia sui controlli e nell'intensificare la collaborazione con tutte le forze dell’ordine cantonali e federali (per esempio gli agenti ferroviari molto preziosi sui treni e alle stazioni). Non vorremmo arrivare nella situazione di altre nazioni, dalla Scandinavia giù giù fino al Mediterraneo, dove molti quartieri abitativi sono in balia della delinquenza e le forze dell’ordine non riescono più a fare il loro lavoro di prevenzione e contenimento. 

I nostri agenti svolgono il loro lavoro in modo più che professionale, ma andrebbero supportati maggiormente, sia dal mondo politico che dalla popolazione. Vanno però anche forniti gli strumenti adatti per aiutarli nelle loro mansioni.  Si dovrebbe garantire al corpo di polizia  maggior libertà di manovra. Questo va a supporto della prevenzione, evitando così che il Ticino diventi in futuro un nuovo territorio fertile per bande criminali organizzate.

Dal riassunto della visita della Consigliera federale Baume Schneider di lunedì a Chiasso di certo non sembra che a Berna abbiano ben compreso quanto potrebbe capitare in futuro a Sud delle Alpi prima e nel resto della Svizzera poi. Un "déjà vu" stile covid-19 a inizio 2020?

Infine, alla popolazione di Chiasso la mia personale solidarietà.

 

* Municipale di Lugano e granconsigliere UDC

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