POLITICA E POTERE
PS-Verdi, l’alleanza che scricchiola? Non in Ticino. Riget: "Posso capire la delusione, ma la nostra porta rimane aperta"
Parola alla co-presidente del PS ticinese Laura Riget: "Dobbiamo crescere come area progressista e dobbiamo farlo insieme"
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BELLINZONA – Il giorno dopo le elezioni del Consiglio Federale è quello delle considerazioni, delle riflessioni e anche degli attacchi. Come quello sferrato dai Verdi agli alleati del PS (vedi articoli correlati), “colpevoli” di aver sostenuto due seggi liberali-radicali e di – per dirla con le parole del presidente Balthasar Glättli – “aver venduto l’anima al cartello di potere dei partiti”. Un tradimento che potrebbe aver ripercussioni importanti in termini di strategie future. “I Verdi non devono più nulla al PS ed è lecito valutare se accettare un seggio a spese del PS alla prossima occasione”. E a livello cantonale possono mutare le alleanze alla luce di quanto accaduto a Berna? Lo abbiamo chiesto alla co-presidente del PS Laura Riget.

“Posso capire la delusione, ma…”

“Posso capire la delusione per la mancata elezione di un loro rappresentante in Consiglio Federale – dichiara Riget -, complice anche un risultato negativo. In preda alla delusione sono andati lunghi nelle dichiarazioni, ma rimane fondamentale mantenere la collaborazione tra due aree che hanno a cuore gli stessi temi. La nostra porta, a livello cantonale ma anche a livello federale, rimane aperta per cercare di arrivare alle prossime federali con un’area progressista rafforzata. Come PS ci siamo trovati in una situazione difficile, in quanto chiamati a confermare i due seggi ed eleggere il successore di Berset”.

Abbiamo chiesto a Riget se un attacco al seggio del PS possa essere realmente un obiettivo dei Verdi. “Non credo possa essere nell’interesse dell’area progressista avere un seggio dei verdi a nostro scapito. Ripeto, dobbiamo crescere come area e dobbiamo farlo insieme”.

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