POLITICA E POTERE
Nomine illegittime alla SIMS, Dadò incalza il Governo: "Chi paga per questo pasticcio?"
Interpellanza del deputato del Centro dopo la doppia bocciatura del TRAM: danno reputazionale per due funzionari, dubbi sulle procedure future e richiesta di chiarimenti su responsabilità e conseguenze
TiPress / Elia Bianchi

BELLINZONA – È un affondo politico che non si ferma al solo Consiglio di Stato, ma investe l’intera filiera che ha portato alla doppia nomina poi bocciata dal Tribunale cantonale amministrativo (TRAM), coinvolgendo anche la Divisione competente e la Sezione risorse umane. Con un’interpellanza depositata il 2 marzo 2026, il deputato del Centro Fiorenzo Dadò chiede al Governo di spiegare quali saranno le ripercussioni della vicenda e, soprattutto, chi dovrà assumersene la responsabilità.

Nel mirino c’è la nomina, da parte del Governo, di Désirée Mallè e Mattia Pini come capisezione presso la Sezione dell’insegnamento medio superiore (SIMS): una decisione che – ricorda Dadò – il TRAM avrebbe dichiarato per ben due volte “illegittima” dopo il ricorso di un cittadino. Una situazione che, secondo il deputato, “si trascina da tempo” e che ha già prodotto effetti pesanti, alimentando polemiche e prese di posizione pubbliche che avrebbero finito per esporre due funzionari “alla berlina”, pur senza alcuna responsabilità personale.

Dadò richiama in particolare la seconda sentenza del TRAM del 3 febbraio 2026, relativa alla decisione del 24 marzo 2025 con cui il Consiglio di Stato aveva nominato per la seconda volta Mallè e Pini. Dopo quella decisione, osserva, sarebbe calato un “sostanziale silenzio” da parte delle istituzioni, giustificato dall’attesa della crescita in giudicato della sentenza. Ma, con il termine ormai imminente, per Dadò l’urgenza di una spiegazione al Parlamento “pare acquisita”, anche perché – sostiene – le ricadute non riguardano soltanto i diretti interessati, ma anche lo Stato e il modo in cui gestisce procedure e responsabilità.

L’interpellanza mette sul tavolo due aspetti che il deputato definisce urgenti. Da un lato, la dimensione umana e il ruolo del datore di lavoro pubblico: Mallè e Pini, ricordati come docenti a tempo pieno ed esperti nelle rispettive materie, avrebbero subito un danno reputazionale e professionale non per proprie colpe, ma per una nomina poi annullata dal tribunale. Da qui la richiesta di chiarire come il Consiglio di Stato intenda “assumere le proprie responsabilità” rispetto alla situazione in cui sono incorsi i due funzionari e se non sia necessario garantire almeno il reintegro nelle precedenti funzioni di docenti a tempo pieno.

Dall’altro lato, Dadò solleva un tema più ampio: le possibili conseguenze giuridiche della decisione del TRAM. A suo giudizio, l’annullamento della nomina – descritto come un caso inedito nel Cantone – rischia di fare giurisprudenza e di influire ben oltre la vicenda concreta, fino a incidere sui margini di discrezionalità delle autorità di nomina e sull’impostazione dei futuri concorsi nell’amministrazione cantonale. Il timore è doppio: bandi troppo generici, con procedure di selezione più estese e complesse, oppure bandi “calzati a misura”, in totale contrasto con le preoccupazioni del TRAM.

Nelle tredici domande rivolte al Consiglio di Stato, Dadò chiede tra l’altro quali siano state le valutazioni giuridiche e di merito alla base della decisione di rinominare i due capisezione, perché non si sia cercato un pronunciamento definitivo del Tribunale federale, e quali implicazioni la sentenza – una volta cresciuta in giudicato – potrebbe avere sui ricorsi futuri, sui costi e sull’impegno della Sezione risorse umane.

Infine, lo sguardo va già alla prossima tappa: la possibile riapertura del concorso per la posizione di caposezione SIMS. Dadò domanda se i requisiti resteranno quelli finora richiesti o se, al contrario, il nuovo bando risentirà delle pressioni politiche e mediatiche emerse in questi mesi.

Ora la palla passa al Consiglio di Stato, chiamato a rispondere a un atto che prova a trasformare un caso amministrativo in una questione politica di metodo: trasparenza, tutela dei funzionari, gestione del potere discrezionale e tenuta delle procedure di nomina quando una decisione viene demolita in tribunale.

Domande al Consiglio di Stato

1. Quali sono state le valutazioni giuridiche e di merito del Consiglio di Stato per decidere di rinominare i due capisezione?

2. Perché, viste queste motivazioni, il Consiglio di Stato, per trasparenza e per ottenere il massimo parere autorevole, non ha ricorso al Tribunale Federale?

3. Il Consiglio di Stato, sempre alla luce di queste motivazioni e del lavoro svolto concretamente in questo anno e mezzo, ha valutato di applicare l’art. 12,4 della Lord? Se sì, quali sono le ragioni della sua scelta?

4. Il Consiglio di Stato, considerata la sentenza del TRAM, non ritiene che tale sentenza possa mettere in discussione le attuali procedure di assunzione?

 

5. Il Consiglio di Stato ha considerato le implicazioni che tale sentenza, se cresciuta in giudicato, avrebbe sui margini di apprezzamento delle autorità di nomina?

6. Il Consiglio di Stato ha valutato anche le possibili conseguenze?

7. Il Consiglio di Stato non ritiene che una tale giurisprudenza potrà avere effetti importanti sulle possibilità di ricorso per ogni singola posizione messa a concorso dall’Amministrazione cantonale?

8. Sono state considerate le ripercussioni a livello di costi e di impegno delle risorse umane in presenza di tale eventualità?

9. Dal momento che, raramente, accade che i candidati assolvano pienamente a tutti i requisiti elencati nel bando di concorso, come intende il Consiglio di Stato e la Sezione delle risorse umane gestire le procedure di assunzione?

10. Il Consiglio di Stato come intende assumere le proprie responsabilità, rispetto alla situazione professionale e umana in cui sono incorsi i due capisezione nominati per ben due volte?

11. Non ritiene il Consiglio di Stato di dover garantire ai due funzionari almeno il reintegro nelle precedenti funzioni di docenti a tempo pieno?

12. Se no, per quale motivo dovrebbero farne le spese solo coloro che non ne hanno alcuna colpa?

13. Nell’ottica della riapertura di un nuovo bando di concorso per la posizione di caposezione della SIMS, varranno gli stessi requisiti fin qui richiesti per analoghe posizioni oppure il bando risentirà delle pressioni politiche e mediatiche già esternate?

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