POLITICA E POTERE
Polemiche sul doc Maiden al Liceo, Quadri interroga Berna: "Pressioni ucraine inaccettabili"
Il consigliere nazionale: "La propaganda straniera è accettabile quando arriva dalla parte giusta?"

Il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri ha presentato un’interrogazione al Consiglio federale in merito alle polemiche sorte attorno alla proiezione del documentario “Maidan, la strada verso la guerra”, pellicola legata all’emittente Russia Today e che fornisce una narrazione filo-russa del conflitto. Il film è stato proiettato ieri durante le giornate autogestite del Liceo di Bellinzona, non senza polemiche, dopo che un precedente tentativo di organizzare l’evento a Muralto era stato annullato.

A fine gennaio, infatti, la proiezione del documentario – accompagnata dal commento di due giornalisti – era prevista proprio a Muralto. La serata era organizzata dalla sezione ticinese degli Amici della Costituzione e da HelvEthica Ticino.

Secondo quanto ricorda Quadri nell’atto parlamentare, contro l’evento si era mobilitata una chat Telegram di cittadine ucraine, che avrebbe esercitato pressioni mediatiche e politiche sul Municipio di Muralto affinché la proiezione venisse cancellata, sostenendo che il documentario potesse «mettere a rischio il clima di accoglienza» in Ticino. L’esecutivo comunale aveva quindi deciso di annullare la serata.

La decisione era stata successivamente commentata sui social dall’ambasciatrice dell’Ucraina in Svizzera e dal ministro degli Esteri ucraino, che su “X” si erano congratulati con il Municipio di Muralto. Un fatto che, secondo il consigliere nazionale, lascia «planare il sospetto di una regia, o comunque di un sostegno da parte delle istituzioni ucraine» all’iniziativa partita dalla chat Telegram.

Lo stesso schema – sempre secondo l’interrogazione – si sarebbe ripetuto quando il documentario è stato inserito nel programma delle giornate autogestite del Liceo di Bellinzona. In quel caso, tuttavia, gli organizzatori non hanno ceduto alle pressioni e la pellicola è stata regolarmente proiettata il 17 marzo.

Alla luce di questi fatti, Quadri sottopone al Consiglio federale le seguenti domande:

1. Come valuta il CF le pressioni di gruppi di cittadini ucraini volte ad impedire la proiezione in Svizzera di documentari o produzioni audiovisive da loro contestati?

2. Si tratta di un’ingerenza straniera nella libertà di espressione in Svizzera?

3. Risulta al CF che simili iniziative siano pilotate o comunque appoggiate dal governo ucraino, rispettivamente dall’ambasciata d’Ucraina in Svizzera?

4. In particolare nel caso in cui risultasse un coinvolgimento del governo o dell’ambasciata ucraina, le pressioni contro la proiezione del documentario “Maidan, la strada verso la guerra”, così come iniziative analoghe, non configurano un esempio di quella propaganda straniera in Svizzera che il CF afferma, nella Strategia di sicurezza 2025-2026, di voler combattere? Oppure la propaganda straniera è accettabile quando arriva dalla parte “giusta”?

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