POLITICA E POTERE
Vertice Lega-UDC: prove di rianimazione di un'alleanza
Alla riunione erano presenti i massimi esponenti dei due partiti. Per ora nessuna rottura. Ecco cos'altro è emerso

di Andrea Leoni

Prove di dialogo tra Lega e UDC. O forse sarebbe meglio dire: prove di rianimazione di un'alleanza. Dopo le scosse telluriche seguite all’annuncio della ricandidatura di Claudio Zali al Consiglio di Stato - e tutti gli strappi delgli ultimi mesi - i due partiti si incontrati. Una riunione a cui erano presenti i vertici delle due forze politiche. Per la Lega il coordinatore Daniele Piccaluga, il vice Gianmaria Frapolli, Lorenzo Quadri e Antonella Bignasca. Per i democentristi il presidente Piero Marchesi, il Consigliere agli Stati Marco Chiesa e il Consigliere Nazionale Paolo Pamini. Non è stata segnalata la presenza dei due ministri, Norman Gobbi e Claudio Zali. 

Vista la composizione delle due delegazioni, si può desumere - ma siamo alle deduzioni - che ad ispirare la riunione siano stati Antonella Bignasca e Lorenzo Quadri. Del resto il Mattino lo ha scritto a chiare lettere: l’alleanza di destra va salvata. E la riunione pare essere almeno servita a non spezzare quell’ormai sottilissimo filo che tiene ancora unite Lega e UDC.

Nessuno per il momento preferisce commentare a microfoni accesi, m dalle indiscrezioni raccolte si sarebbe trattato di un incontro interlocutorio. Nessun passo avanti, ma neppure uno indietro. Ed è già qualcosa, segnala chi era presente. Una discussione franca di cui c'era bisogno, viene definita da più partecipanti.

Il nodo è sempre lo stesso: con Claudio Zali in lista, l’UDC non è disponibile a correre insieme alla Lega. Conseguenza: il Movimento di via Monte Boglia perderebbe un ministro. D’altro canto la Lega ha ribadito ai cugini che senza alleanza per le cantonali, non ci sarà intesa neppure per le federali. E in questo caso i seggi a rischio sono sulla carta entrambi democentristi, quello degli Stati e il secondo seggio al Nazionale, attualmente occupato da Paolo Pamini.

Ora si aprono settimane di riflessione per entrambi i partiti. I contatti proseguiranno, ma per il momento nessuno sancirà la rottura. Anche questo viene segnalato come primo risultato. Per chi è appassionato della vicenda, dunque, il consiglio è di aggiornare il calendario: nessuna novità prima della metà di giugno. 

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